“In Italia ci sono oltre 5 milioni di migranti che, come tutti noi, stanno pagando duramente gli effetti della crisi. Sono oramai arrivati ad essere un quinto dei disoccupati. Nonostante ciò, come mostrano i dati dell’ultimo dossier sull’immigrazione Caritas/Migrante, non si è fermato il dinamismo imprenditoriale, essendo il numero delle imprese gestite dagli immigrati aumentato nel 2010 di 20 mila unità e arrivando nel complesso a 228.540. Gli immigrati costituiscono un decimo della nostra forza lavoro. Inoltre, nel 2009 le rimesse finanziarie degli immigrati verso i paesi di provenienza ammontavano a 414 miliardi di dollari che, pur essendo generalmente diretti verso il circolo familiare ristretto dei migrati, sono comunque un forte stimolo per i consumi e gli investimenti. Questa grande ricchezza che i migranti rappresentano, a livello economico e produttivo ma soprattutto sociale ed umano, viene messa a dura prova da continue discriminazioni, assurde lungaggini burocratiche e sfruttamenti sul luogo di lavoro e nella vita pubblica”. “Chiediamo al governo di andare verso un’altra direzione. Di ascoltare i migranti, i loro bisogni e le loro richieste. Di riconoscere e garantire loro equità, giustizia e diritti di cittadinanza. Di inaugurare, a partire dalla riflessione aperta sulla tassa sul permesso di soggiorno, una diversa politica di cooperazione ed integrazione, capace di riconoscere il ruolo delle migrazioni come parte integrante di nuove relazioni tra i popoli e della stessa economia mondiale ed i migranti, non come sudditi da vessare, ma come cittadini essenziali per la piena ripresa dalla crisi economica contemporanea”.
Per informazioni: Ufficio Stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , web: www.cipsi.it.
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