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Tassa per i migranti. Il Cipsi plaude al dietrofront del governo

“Accogliamo con soddisfazione l’annuncio dei ministri Cancellieri e Riccardi di ‘avviare un’approfondita riflessione ed un’attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia’. Ci auguriamo che tale verifica porti il governo a cancellare del tutto questo balzello e a ripensare in maniera radicale le leggi sull’immigrazione e le politiche d’integrazione del nostro paese. Non si può chiedere ai migranti un’ulteriore tassa solo perché stranieri! Basta con le discriminazioni, le ingiustizie e la politica dei respingimenti! È necessario lavorare per favorire l’integrazione, riconoscere i diritti fondamentali dei migranti e valorizzare il ruolo che tutti loro svolgono nella nostra società”. Questo il commento di Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione Cipsi, coordinamento di 43 associazioni italiane di solidarietà e cooperazione internazionale, rispetto al dietrofront del governo sulla stangata ai migranti che sarebbe deve entrare in vigore a fine mese e che prevede un aumento di quasi il doppio della quota da versare per chiedere o rinnovare il permesso di soggiorno.
“In Italia ci sono oltre 5 milioni di migranti che, come tutti noi, stanno pagando duramente gli effetti della crisi. Sono oramai arrivati ad essere un quinto dei disoccupati. Nonostante ciò, come mostrano i dati dell’ultimo dossier sull’immigrazione Caritas/Migrante, non si è fermato il dinamismo imprenditoriale, essendo il numero delle imprese gestite dagli immigrati aumentato nel 2010 di 20 mila unità e arrivando nel complesso a 228.540. Gli immigrati costituiscono un decimo della nostra forza lavoro. Inoltre, nel 2009 le rimesse finanziarie degli immigrati verso i paesi di provenienza ammontavano a 414 miliardi di dollari che, pur essendo generalmente diretti verso il circolo familiare ristretto dei migrati, sono comunque un forte stimolo per i consumi e gli investimenti. Questa grande ricchezza che i migranti rappresentano, a livello economico e produttivo ma soprattutto sociale ed umano, viene messa a dura prova da continue discriminazioni, assurde lungaggini burocratiche e sfruttamenti sul luogo di lavoro e nella vita pubblica”. “Chiediamo al governo di andare verso un’altra direzione. Di ascoltare i migranti, i loro bisogni e le loro richieste. Di riconoscere e garantire loro equità, giustizia e diritti di cittadinanza. Di inaugurare, a partire dalla riflessione aperta sulla tassa sul permesso di soggiorno, una diversa politica di cooperazione ed integrazione, capace di riconoscere il ruolo delle migrazioni come parte integrante di nuove relazioni tra i popoli e della stessa economia mondiale ed i migranti, non come sudditi da vessare, ma come cittadini essenziali per la piena ripresa dalla crisi economica contemporanea”.

Per informazioni: Ufficio Stampa Solidarietà e Cooperazione Cipsi, tel. 06.5414894, mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , web: www.cipsi.it.

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