Così inizia l’editoriale di Renzo Fior, presidente di Emmaus Italia, nella rivista Emmaus che uscirà a settembre. Ne anticipiamo un riassunto. "In questi ultimi anni le Comunità Emmaus italiane hanno visto crescere in maniera importante le richieste di accoglienza nelle proprie comunità. Le richieste arrivano da più parti: assistenti sociali, comunità di recupero che si vedono tagliare i contributi statali, regionali e comunali per le persone che assistono…
Le Comunità Emmaus sono una di quelle poche realtà dove chi viene a condividere la propria vita e il lavoro, non sono obbligate a versare una quota-giorno per farne parte.Quando si chiede qualche spiegazione la risposta è sempre la stessa: i comuni non hanno soldi per far fronte a queste richieste… e diciamo noi, siccome sono persone che “non contano”, non alzano la voce, non vale la pena occuparsene più di tanto. Non hanno peso politico.
Già da tempo come Emmaus Italia abbiamo denunciato questa deriva nei confronti degli ultimi e di tutti coloro che vivono ai margini, tanto che avevamo e abbiamo la certezza che più che fare la guerra alla povertà e miseria sia oggi più conveniente economicamente e politicamente fare la guerra ai poveri.Qualcuno potrebbe anche dire, per trovare una scusa, che la maggior parte di queste persone sono “straniere” per le quali non siamo obbligati a “pagare”. Niente di più falso: il 90% delle persone che bussano alle porte di Emmaus sono italiani e, se vogliamo dirla tutta, italiani del Nord dove un partito politico fa del proprio vanto la difesa degli interessi delle proprie popolazioni; ma forse anche in questo partito ci sono italiani che meritano di più rispetto ad altri.
Questa situazione ci provoca e dovrebbe provocare anche tutte quelle organizzazioni o associazioni che lavorano e condividono la vita di queste persone.Abbiamo l’impressione che con il tempo, (…) si sia persa una delle funzioni e caratteristiche delle organizzazioni di volontariato che è si, quella di lavorare nelle urgenze, accanto alle strutture statali ma senza dimenticare il proprio ruolo di denuncia delle situazioni che sono all’origine dell’emarginazione e della miseria. Di fronte alla mancanza di case ad affitto agevolato, alla mancanza di lavoro, di strutture sanitarie adeguate a queste persone, le associazioni di volontariato non dovrebbero prestarsi al giochino dell’ente pubblico che tende inevitabilmente a “scaricare” i costi degli interventi su altre spalle che non siano le proprie.
Si parla tanto, ci si riempie la bocca con programmi sul Welfare, ma in realtà lo stato tende sempre di più ad assumere un atteggiamento di scarica barile. Siamo noi disponibili a questo ruolo di supplenza alle mancanza di presenza dello stato nelle sue varie articolazioni? (…). Come Emmaus non siamo disponibili a prestarci a questo giochetto. E’ tempo che le associazioni ritornino a considerare il proprio ruolo “politico” nel senso più ampio del termine. (…)
Con la sola beneficienza e la sola carità non si va lontano; forse in questi casi gratifichiamo più coloro che la fanno piuttosto che dare opportunità vere e concrete di emancipazione e di liberazione. La nostra amarezza purtroppo deriva dal fatto che il panorama generale della politica non ci fa intravvedere spiragli di novità; anzi ..."
Renzo Fior
Presidente Emmaus Italia
Per informazioni: Emmaus Italia, tel. 06.97840086, mail:
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, web: www.emmaus.it






