CINEMA
di Cedric Kahn
“Une vie meilleure” si inserisce nel difficile e buio momento storico in cui ci troviamo, in cui la crisi economica viene sezionata dal potere degli Stati e delle banche che sembrano vivere in un mondo parallelo rispetto alla vita reale.
Il film si apre con l’incontro di Yann, cuoco in cerca di lavoro, e Nadia, cameriera libanese fuggita in Francia e che vive con suo figlio Slimane. Il regista francese Cedric Kahn sembra andare controcorrente: decide infatti di fermarsi e di mettere al centro l’uomo, il libero arbitrio, l’etica, l’umanità, la speranza.
A due anni di distanza da “Les Regrets” (2009) Kahn ancora una volta si trova a raccontare un amore tormentato e spezzato. Con “Une vie meilleure” però riesce anche a trovare la forza e una flebile speranza nell’amore, ma soprattutto negli uomini e nelle donne.






