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Giornate mediche di sostegno pediatrico e sanitario ai bambini (El Salvador)

Nello Stato di El Salvador, dove da molti anni l’associazione I Sant’Innocenti lavora a sostegno dell’infanzia più bisognosa, a causa delle gravi condizioni economiche in cui vivono le famiglie, spesso è impossibile offrire un adeguato controllo pediatrico e medico ai bambini. Per rispondere a questo problema, all’interno delle strutture della scuola “Las Abejitas”, nella periferia di San Salvador, si organizzano mensilmente le “Giornate mediche”, con le quali è possibile aiutare quasi 100 persone tra adulti e bambini. Nel giorno dell’iniziativa, le aule dalla scuola vengono trasformate dai volontari in ambulatori medici e assegnate a questi secondo le specializzazioni; intanto un altro gruppo di volontari inizia a girare le case della zona per invitare le famiglie all’iniziativa. Durante le giornate, vengono distribuiti medicinali donati dalle case farmaceutiche della zona e diversi medici (pediatri, dentisti, medici di base, ecc.) si mettono a disposizione per visite gratuite.

 

Conto corrente postale per donazioni

Banco Posta IT 88 Z 07601 12800 000015787427

Causale: Giornate mediche

 

Per informazioni

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www.isantinnocenti.it.

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Centro informatico permanente (Perù)

Il Perù occupa gli ultimi posti tra i paesi del Sudamerica per quanto riguarda la diffusione alle nuove tecnologie: terz’ultimo per livello di accesso, penultimo per numero di linee telefoniche (10,2 ogni 100 abitanti), ultimo per numero di telefoni cellulari (74,2 ogni 100 abitanti). A Trujillo, terza città del Perù, le scuole dotate di computer con connessione a internet sono nelle aree centrali della città. Gli istituti situati nei distretti periferici ne sono sprovvisti. Nasce perciò l’idea di avviare, presso la sede del Cesvitem a Trujillo, un Centro informatico permanente (Cip), gestito da personale specializzato e aperto in particolar modo agli studenti delle periferie. Presso il Centro, con la collaborazione di un docente qualificato, saranno realizzati corsi di informatica di livello base e avanzato. Il progetto è in via di realizzazione dal Cesvitem.

Il costo totale previsto è € 16.039.

 

Coordinate bancarie per donazioni

Nome banca: Banca Popolare di Vicenza - filiale di Mirano (VE)

Intestazione Conto corrente: Cesvitem Onlus – Progetto Cip

Iban: IT56 R 05728 36190 7245 7000 1998

 

Per informazioni

tel. 041.5700843

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www.cesvitem.org

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C.B.F. - Centro per la tutela del Bambino e il recupero della Famiglia in crisi (Portici - Napoli)

Il progetto, promosso da AIS Seguimi Onlus, con il supporto scientifico del Consultorio Familiare di Napoli dell’Istituto Toniolo e da altri partners e con il contributo della Fondazione con il Sud, vuole contribuire a potenziare e migliorare il sistema delle pratiche di protezione e cura dell’infanzia e dell’adolescenza coinvolta in situazioni di abuso e maltrattamento, promuovendo nel contempo servizi innovativi ed una maggiore diffusione di conoscenze e competenze sui bisogni dei bambini, sulle tematiche dell’abuso e maltrattamento e sulle metodiche di intervento, nel territorio della provincia di Napoli. Al fine di garantire un intervento specialistico sull’abuso e maltrattamento dei minori, a supporto delle istituzioni e dei servizi del territorio della provincia di Napoli, è prevista la realizzazione e la sperimentazione di un centro di servizi, integrato, interistituzionale e multidisciplinare, denominato “C.B.F. – Centro per la tutela del Bambino e il recupero della Famiglia in crisi”.

 

Il 25 maggio 2012, alle ore 9.30, a Portici (presso Villa Savonarola), si terrà la conferenza pubblica di presentazione del C.B.F.

 

Coordinate bancarie per le donazioni

Nome banca: Banca Prossima Intestazione

Conto corrente: Ais Seguimi Onlus

Iban: IT40G0335901600100000002497

 

Per informazioni

numero verde 800.131724

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Babel Hotel

LIBRI

di Parenzan Ramona

ed. Infinito, 2011, 144 pagg., 15,30 euro

“L’Hotel House di Porto Recanati è un’isola, un’oasi, un nido, un seme, un sintomo, un segno. È un figlio illegittimo della povertà del passato e della ricchezza del futuro. È un cigno nero”. Jasmina Tešanović è uno dei tanti autori che hanno descritto e scritto sull’Hotel House, il condominio gigante che da anni respira come un gigante sopito, una presenza quasi minacciosa alla periferia della cittadina marchigiana.

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Mare Chiuso

FILM

Dopo Come un uomo sulla terra, il nuovo film di Andrea Segre, questa volta in coppia con Stefano Liberti. Il tema è lo stesso. I respingimenti in alto mare verso la Libia effettuati nel 2009 dal governo italiano. Due anni dopo, la guerra in Libia ha sospeso le operazioni della Marina militare italiana e allo stesso tempo ha spinto decine di migliaia di lavoratori africani a lasciare la Libia cercando rifugio nei paesi vicini. Andrea e Stefano hanno cominciato da lì. Dai campi profughi allestiti dall’Unhcr in Tunisia. E sono andati a cercare i respinti. Per raccontare come la politica italiana abbia segnato la loro vita. Tra carcere, violenze, fughe, ma anche tenacia e speranza. Quella di chi ce l’ha fatta nonostante tutto. E quella di tutti noi che, forti della condanna contro l’Italia recentemente pronunciata dalla Corte europea dei diritti umani, possiamo far girare questo straordinario documentario per dire: mai più respinti! Per prenotare una proiezione, scrivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Per saperne di più seguite il calendario delle proiezioni e dei festival sul blog del film.

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La speranza non è in vendita

LIBRI

di Luigi Ciotti - Giunti Editore – 2011 - 128 pagg. - € 10,00

Un libro davvero bello, che mette l’accento con trasparenza e semplicità su alcuni fra i più importanti nodi dell’Italia odierna. Sicuramente non un libro di facile lettura: don Ciotti infatti, fin dalle prime pagine del libro, non si risparmia e ne ha per tutti. Per gli indignati che non si impegnano, per quelli a cui fa comodo non vedere i disperati (siano essi immigrati, tossicodipendenti, senza tetto), per chi trasforma l’indigenza e l’immigrazione in una colpa, per chi continua a raccontarci la favola del tutto va bene. Ma se la prende soprattutto con noi italiani, addormentati, assuefatti alle cose, caduti ormai in un coma etico. Nonostante questo però, non si percepisce disperazione, perché quella di don Ciotti è un’analisi lucida di chi scrive vivendo dentro la realtà toccandola con mano giorno dopo giorno, raccontando storie incontrate e voci raccolte. E la speranza si trova proprio in questa capacità di ascolto che permette di trasformarla in speranza attiva, fondata sull’esperienza dei piccoli cambiamenti che ciascuno può apportare. Per sperare «bisogna credere nella giustizia e impegnarsi a costruirla», con gli strumenti giusti: la democrazia e la costituzione, supportate dalla responsabilità di tutti i cittadini. Un libro da leggere e rileggere, da tenere in tasca per non dimenticare.

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E ora dove andiamo?

Cinema

In un paese in una zona montuosa del Medioriente la piccola comunità è divisa tra musulmani e cattolici. Se gli uomini sono spesso pronti alla rissa tra opposte fazioni le donne, tra cui spiccano le figure di Amale, Takla, Yvonne, Afaf e Saydeh sono invece solidali nel cercare di distogliere mariti e figli dal desiderio di trasformare i pregiudizi in violenza. Non tralasciano alcun mezzo in questa loro missione, ivi compreso far piangere sangue a una statua della Madonna o far arrivare in paese delle ballerine da avanspettacolo dell’Europa dell’Est affinché i maschi siano attratti da loro più che dal ricorso alle armi. Si arriva però, nonostante tutto, a un punto di tensione tale in cui ogni tentativo di pacificazione sembra ormai inutile. Dopo averci deliziato con una beirutiana depilazione al profumo di caramello, Nadine Labaki lascia la città per tornare ad affrontare con stile diverso ma con intatta (se non addirittura maggiore) efficacia il tema che sembra maggiormente starle a cuore: la convivenza tra esseri umani che professano una religiosità diversa. In questo film, che si apre con una coreografia cimiteriale di grande effetto, Labaki svaria dalla commedia al dramma non negandosi neppure sprazzi di musical. Questo però non va a detrimento dell’unitarietà di un film che proprio nel variare dei toni trova la cifra stilistica su cui intessere un elogio alla saggezza delle donne che non le presenta però manicheisticamente come ‘migliori’. Hanno i loro cedimenti, le loro rivalità, le loro invidie ma sanno però, ogni volta, ritrovare quella ragionevolezza che gli uomini sembrano sempre pronti a perdere cedendo a provocazioni spesso infantili. Labaki dirige (e attraversa come interprete di grande impatto) un film che ha la leggerezza che è propria di chi ha scavato nel profondo di un’intolleranza che non è più ‘tollerabile’. Se lo slogan del ‘68 “una risata vi seppellirà” ha perso la sua efficacia forse un sorriso può avere ancora la forza di erodere il cancro dell’integralismo.

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Incontrarsi: racconti di donne migranti e native

Libri

 

Il caffè letterario della Casa Internazionale delle Donne si propone di incoraggiare l’incontro tra migranti e native, residenti a Roma e provincia, e di dare voce alle seconde generazioni delle migrazioni, ai loro problemi di integrazione e al contempo di rapporto con la terra e la cultura di provenienza, tramite un apposito concorso, rivolto alle donne. La scadenza è fissata per sabato 31 marzo. Si potranno poi organizzare incontri, alla presenza delle stesse autrici, in diversi contesti e luoghi, in particolare nelle scuole. Ciò potrà essere un’occasione per stimolare tra gli studenti e le studentesse una riflessione e una discussione sui loro rapporti con “l’altro”, il compagno o compagna di classe di un altro colore e di un’altra cultura; lungo e ricco può essere il cammino degli incontri, delle conoscenze, delle relazioni con “l’altro”. E viceversa, sarà interessante sentire la voce delle studentesse e degli studenti appartenenti a famiglie immigrate, i loro rapporti con “l’altro”, i loro problemi ed esperienze, tra l’essere in sospensione tra due mondi e una nuova identità.

 

Inviare a: Concorso Incontrarsi - Racconti di donne migranti e native - Casa Internazionale delle Donne Via della Lungara n. 19 - 00186 Roma oppure via mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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«Une vie meilleure»

CINEMA

di Cedric Kahn

“Une vie meilleure” si inserisce nel difficile e buio momento storico in cui ci troviamo, in cui la crisi economica viene sezionata dal potere degli Stati e delle banche che sembrano vivere in un mondo parallelo rispetto alla vita reale.

Il film si apre con l’incontro di Yann, cuoco in cerca di lavoro, e Nadia, cameriera libanese fuggita in Francia e che vive con suo figlio Slimane. Il regista francese Cedric Kahn sembra andare controcorrente: decide infatti di fermarsi e di mettere al centro l’uomo, il libero arbitrio, l’etica, l’umanità, la speranza.

A due anni di distanza da “Les Regrets” (2009) Kahn ancora una volta si trova a raccontare un amore tormentato e spezzato. Con “Une vie meilleure” però riesce anche a trovare la forza e una flebile speranza nell’amore, ma soprattutto negli uomini e nelle donne.

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