Sostenere il cammino dei movimenti centroamericani per la difesa dell’acqua significa anche ricordare la responsabilità delle imprese italiane nella regione. In Honduras negli ultimi anni il Banco Interamericano di Sviluppo e la Cooperazione italiana hanno finanziato l’intervento di privati nei servizi idrici. Dal 2000 a San Pedro Sula un consorzio tutto italiano (ACEA, AGAC, Astaldi e altre imprese) ha ottenuto una concessione di 30 anni, ma in molti quartieri gli abitanti hanno protestato per l’inefficienza dei servizi d’acqua potabile.
Ed in passato le conseguenze sono state ancor più drammatiche: la mega diga di Chixoy in Guatemala, costruita nel 1980 da un consorzio guidato dalla Impregilo, causò il “reinsediamento forzato” delle comunità indigene di Rio Negro ed il massacro di 487 abitanti da parte degli squadroni della morte per essersi opposti al progetto.
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