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Appendici: Dossier
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Predrag Matvejević - Breviario Mediterraneo

“Ho fissato a lungo quella scatoletta di tonno. Poi ho riso. Io e quel pesce avevamo qualcosa in comune. Per ragioni diverse, ma per lo stesso motivo: la sopravvivenza, tutti e due avevamo percorso miglia e miglia di mare ed eravamo finiti in una scatoletta. Lui dopo una sanguinosa mattanza, io per evitarla. Fuggire da un inferno per trovare un altro inferno. Chiusi in due scatolette. La sua in alluminio, la mia in cemento. Lui a tranci, io intero. Per il momento. I miei carnefici non sono stati altrettanto bravi nel preparare la camera della morte per la mattanza. La seconda volta vi porranno certamente più cura. I coltelli verranno affilati meglio. Coltelli per sventrare e per dissanguare. Come quelli che si usano nelle tonnare. Un coltello che penetra nel petto. Uno squarcio, due squarci, tre squarci. Un corpo che si svuota. Un rantolo. E poi il silenzio. Un altro petto. Altri squarci. Un altro corpo che si svuota. Un altro rantolo. Un altro silenzio.”
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Canetti, la lingua salvata

«Rustschuck, sul basso Danubio, dove sono venuto al mondo, era per un bambino una città meravigliosa, e quando dico che si trova in Bulgaria ne do un'immagine insufficiente, perché nella stessa Rustschuck vivevano persone di origine diversissima, in un solo giorno si potevano sentire sette o otto lingue. Oltre ai bulgari, che spesso venivano dalla campagna, c'erano molti turchi, che abitavano in un quartiere tutto per loro, che confinava col quartiere degli «spagnoli», dove stavamo noi. C'erano greci, albanesi, armeni, zingari. Dalla riva opposta del fiume venivano i rumeni [...] C'era anche qualche russo [...] Tutto ciò che ho provato e vissuto in seguito era sempre già accaduto a Rustschuck. Laggiù il resto del mondo si chiamava Europa e, quando qualcuno risaliva il Danubio fino a Vienna, si diceva che andava in Europa».
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Atene è sola

«Praga è sola», titolò il Manifesto 43 anni fa. E che dovremmo dire oggi di Atene? Almeno allora qualcuno esprimeva solidarietà nei confronti dei praghesi; altri protestavano contro i carri armati del Patto di Varsavia che avevano imposto i loro diktat, rimosso un governo scelto dal popolo, abrogato politiche democraticamente approvate, costretto i dirigenti che dissentivano ad adeguarsi alle linee politiche decise dagli «alleati».

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L’Europa è un’avventura

“Quando la principessa Europa fu rapita da Zeus trasformatosi in toro, suo padre Agenore, re di Tiro in Fenicia (la Siria di oggi), mandò i suoi tre figli maschi alla ricerca della sorella perduta. Uno di essi, Cadmo, fece vela verso Rodi, sbarcò in Tracia e vagò per le terre che in seguito avrebbero preso il nome della sventurata sorella. Giunto a Delfi, chiese all’oracolo dove si trovasse Europa. Su quel punto la Pizia, fedele alle sue abitudini, si mostrò evasiva, ma fece il favore di regalare a Cadmo un consiglio pratico:
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