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Non torneremo ad essere invisibili

Emilio Molinari

“Dall’acqua si fecero tutte le cose”, recita il Corano: e questa è la miglior metafora del “partire” della VITA. Ma dopo il referendum sull’acqua pubblica mi sembra si possa dire che può essere la metafora “del ripartire” della politica nel nostro paese. Ripartire... dal disastro in cui ci ha precipitati Berlusconi, ma anche dalla sbornia liberista di tutta la politica italiana a partire dal Pd, che delle liberalizzazioni ha fatto in questi anni il fondamento della sua politica.

Se mi permettete un po’ di enfasi, direi che dopo la rivolta di Cochabamba, il referendum costituzionale dell’acqua dell’Uruguay, l’Ecuador, la ripubblicizzazione parigina, il referendum di Berlino e il referendum appena vinto in Italia, si può affermare che l’acqua sta diventando la metafora del “ripartire” della politica, in un mondo che si allontana dall’arrogante pensiero unico che delle privatizzazioni e della svendita dei beni comuni ha fatto un vero e proprio progetto politico, che svuota la sostanza democratica e costituzionale delle nazioni, portandole sull’orlo della bancarotta. Si è reso così evidente un conflitto profondo tra la privatizzazione delle risorse pubbliche e dei servizi e i fondamenti della democrazia. Un conflitto nel quale è stata promossa sistematicamente tra la gente, l’avversione per tutto ciò che è pubblico, fiscalità generale, interesse pubblico, per svendere tutto ai privati. Ripartire quindi... e la vittoria in tal senso non è la conclusione, ma l’inizio di un nuovo cammino alternativo e partecipativo.

Abbiamo vinto l’arroganza degli economisti senza anima

E dei Bassanini, di sua moglie Lanzillotta, degli Oscar Giannino, dei ministri Fitto e Romano... Tutti costoro hanno monopolizzato l’informazione e alle nostre argomentazioni politiche, etiche, e perché no, filosofiche, hanno continuamente contrapposto fredda contabilità e mistificazione della realtà. Hanno gridato in tutta la Campagna referendaria: c’è il disastroso debito pubblico. Spendiamo troppo. I costi dei servizi e dello Stato sociale non sono più sostenibili! Come si possono ammodernare gli impianti idrici? Chi sborsa 64 miliardi in 30 anni... chi se non i privati? Hanno nascosto che stiamo pagando un enorme debito privato di 4 trilioni di euro nella sola Europa (dichiarazione di Jean Cloud Trichet), dovuto alla speculazione finanziaria e che lo stiamo pagando alle banche, con danaro pubblico, tagliando e svendendo il patrimonio comune e che le banche lo stanno riconvertendo in nuove speculazioni. Così i paesi vanno alla rovina. Hanno nascosto che dal 2007 al 2011 il debito europeo è aumentato da 0,7% al 7% e certamente non perché siamo stati scriteriati nello spendere per i servizi sociali scuola, sanità o pensioni. Hanno detto: il privato è più efficiente (!!!), nascondendo il fallimento delle privatizzazioni: che la gestione dell’acqua è già privatizzata in Sicilia, Calabria, Umbria, Lazio, Toscana, Emilia, Liguria e gli acquedotti continuano ad essere dei colabrodo, ma le tariffe sono aumentate del 67%.

Abbiamo vinto SENZA la TV

Smentendo la radicata convinzione che solo la TV e i talk show berlusconiani, formano le coscienze nel nostro tempo. E che solo i Santoro, i Gad Lerner e i Flores formano le coscienze alternative. Ci hanno tutti resi invisibili eppure abbiamo vinto.

Abbiamo vinto rendendo visibile un nuovo soggetto

Politico, sociale, partecipativo, in grado di irrompere nella politica e condizionarne l’agenda. D’ora in poi la politica non sarà solo appannaggio dei partiti, ma anche dei movimenti e della società civile.

Abbiamo vinto stando fuori dallo scontro tra tifoserie

Non ci siamo piegati a questa logica vuota, con i suoi “ultras”: pro o contro Berlusconi, una logica che rende “indifferenti” (in termini gramsciani) ai problemi del mondo e che non sposta consensi.

Hanno vinto i contenuti universali

Il diritto umano, il bene comune, la crisi economica e finanziaria, la crisi energetica e quella idrica, le privatizzazioni. I partiti sono stati scompaginati ed è emersa la parte migliore dei popoli di ogni schieramento. Non è stata la vittoria del centro sinistra e, se andassimo a votare, non è detto che vinca il centro sinistra. I referendum sono stati la vittoria dei contenuti e della partecipazione. Hanno attraversato i poli e oggi fanno paura all’intero sistema di potere. Si vuole che i cittadini si dimentichino di questo risultato, d’aver votato per l’acqua pubblica e che su questo bene non si devono fare profitti, ma che occorre ripubblicizzazione e partecipazione. Dovremmo tornare nell’invisibilità. Ma non sarà più così. Dovranno tenerne conto nel parlamento e negli enti locali. Tener conto della legge d’iniziativa popolare del Forum dei movimenti, legiferare e agire subito, come in Puglia e a Napoli, affrontando le diverse forme di gestione dell’acqua nel nostro paese: - le SPA in house, a totale capitale pubblico, che dovranno fuoriuscire dalla logica della SPA per approdare a quella dell’azienda pubblica senza scopo di lucro; - gli affidi a società miste, dove occorrerà riprendersi le quote delle multinazionali Suez e Veolia, delle banche, ecc.; - le multiutility quotate in borsa, come Acea, A2A, Iren, dove il processo di ripubblicizzazione sarà complesso e necessiterà una volontà politica nazionale. È qui che si misurerà la coerenza del Pd e dell’intero centro sinistra, non solo nella riformulazione della legge in parlamento, ma anche nella ripubblicizzazione nei programmi delle primarie, con cui si andrà ad un eventuale voto alle politiche. Si dovrà misurare anche la Lega con quei contenuti che hanno scosso la sua base rendendola per un momento dentro agli interessi di tutti. Infine, io credo che continueremo il dialogo con la Chiesa, perché il nostro percorso porta alla “costituzionalizzazione” dei diritti universali e dei beni comuni, che non sono solo quelli degli umani, ma dell’intero creato che Dio ha dato in custodia all’umanità e che dobbiamo tutti difendere

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