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Le tre “P” delle donne

Amany Asfour

Vengo dall’Egitto. Sono una donna privilegiata. Ho avuto una buona formazione, degli ottimi genitori che mi hanno seguito e sostenuto nelle scelte fin da quando ero giovane. Oggi mi occupo di empowerment delle donne, ed è grazie alla mia formazione che ho avuto successo negli affari e sono riuscita a mettere in piedi una mia azienda. Ho studiato medicina e chirurgia. Sono stata professore di pediatria.

Ho un’azienda di equipaggiamento medico. Sto provando a dare una mano ad altre donne che non hanno avuto opportunità di formarsi, che non hanno avuto potere decisionale quando erano bambine, affinché abbiano la possibilità di occuparsi dei loro affari, dirigere imprese, sviluppare le loro capacità, acquisire fiducia in se stesse. Ciò che mi riprometto di fare ogni giorno, è aiutare le donne ad ottenere ruoli decisionali, in parlamento. A raggiungere un potere politico ed economico nel settore privato, non solo nelle piccole ma anche nelle medie e grandi imprese. È di fondamentale importanze coordinare gli sforzi di tutte le donne africane per tendere all’arricchimento e al progresso del nostro continente.

 

In Africa tutte le donne si impegnano quotidianamente nel settore dell’agricoltura, per portare avanti le proprie famiglie e comunità. Se vogliamo davvero sostenere il continente, è necessario dare appoggio alle donne che si impegnano nel settore dell’agro-business. Ci sono tante donne capaci, che possono davvero cambiare l’economia africana. Il vero potere consiste nell’avere la capacità di agire: è per questo che, a mio avviso, l’emancipazione femminile si basa su tre pilastri, che identifico con “3 P”. Il primo pilastro è la Personalità, che comprende anche l’educazione, la formazione e la capacità di acquisire elementi che permettano alle donne di agire e prendere potere all’interno della società. Il secondo riguarda la Politica, che deve legiferare a favore delle donne, per garantire loro posti di rilievo e un arricchimento culturale continuo. Il terzo riguarda i Prodotti, ovvero cosa concretamente la donna può fare per entrare nel mondo del mercato.

 

Le donne devono essere messe in condizione di avere prodotti di qualità, per poter essere competitive e ottenere il marchio di qualità e progettazione. L’Africa è un continente ricco, che offre tanti e ottimi prodotti. È il continente più ricco di risorse al mondo, ma non investe nelle sue donne e nelle risorse umane. Non investe nell’industria manifatturiera, nonostante il 90% dei diamanti, il 50% dell’oro, minerali, petrolio e coltan si trovino proprio nel territorio africano. Il problema è che queste materie prime non vengono trasformate o lavorate, per questo il loro prezzo è molto inferiore. Dato che i paesi occidentali si muovono solo per business, non si fanno scappare un’occasione così ghiotta e derubano il continente africano senza scrupoli e senza restituire un’adeguata ricaduta economica sul suo bilancio.

 

Per raggiungere l’emancipazione femminile, è anche fondamentale investire nella tecnologia. Tutti i paesi cosiddetti sviluppati, lo sono perché investono in campo scientifico, sociale e tecnologico. In Africa ciò non accade. Noi esportiamo materie prime e importiamo i prodotti finiti dopo che altri li hanno lavorati. Il vero investimento è nella tecnologia, nella produzione delle nostre merci, dei nostri farmaci, nell’industrializzazione dell’Africa. Ogni tipo di innovazione in Africa necessita della tecnologia. Le donne avrebbero bisogno di investimenti nel campo dell’agricoltura riguardo i processi di lavorazione, ma il governo su questo non dà una mano. La democrazia inizia anche all’interno delle case e nelle relazioni delle famiglie, dato che c’è una differenza sostanziale tra i figli e le figlie, perché ai primi è consentito l’accesso all’istruzione mentre alle seconde no.

 

In questo percorso, è altrettanto fondamentale l’istruzione e l’educazione, soprattutto universitaria, che permetta di sviluppare tra le donne la consapevolezza delle proprie possibilità nel settore economico e di conoscere le tecnologie più corrette da utilizzare. Dunque, è necessario sostenere le donne dal punto di vista economico. Affinché l’Africa possa raggiungere l’indipendenza economica, abbiamo bisogno che le donne africane diventino indipendenti, che possano scegliere e parlare liberamente. In questo percorso, la pace, la sicurezza e la giustizia sono inscindibili, camminano di pari passo e sono di vitale importanza per il progresso dell’Africa e delle sue donne, soprattutto di quelle che si trovano nelle zone di conflitto.

 

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