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Un Nobel alla speranza

La lunga carovana continua. Nata come una sorta di idea pazza; lanciata a chi crede che la storia, quella vera, si costruisca davvero dal basso e non sia frutto di alchimie di palazzo, la proposta di Nobel per la Pace alle donne africane, ha preso velocemente piede. Una risposta inaspettata nelle sue dimensioni sia quantitative che qualitative. La vita delle donne africane è entrata nelle nostre case. Ha attraversato e sta attraversando i luoghi della politica, dello spettacolo, dello sport.

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L’Africa in piedi merita il Nobel

Un milione di firme tutte da raccogliere

 

L’Africa cammina con i piedi delle donne. Abituate da sempre a fare i conti con la quotidianità della vita e con la sfida della sopravvivenza, ogni giorno centinaia di migliaia di donne africane percorrono le strade del continente alla ricerca di una pace durevole e di una vita dignitosa. Gran parte di loro fanno fino a 10-20 chilometri per portare l’acqua alla famiglia. Poi vanno, sempre a piedi, al mercato, dove, per tutta la giornata vendono quel po’ che hanno, per portare la sera a casa il necessario per nutrire i propri figli. Riproducendo così ogni giorno il miracolo della sopravvivenza.

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Lo slogan era: “Elles le meritent”

Dakar chiama Oslo

Giancarla Codrignani

Il Nobel? Certo, presenta dubbi e speranze; ma è, in primo luogo, “un lievito”. Come diceva lo slogan, Elles le meritent.

Quattro giorni in Senegal - quasi più brevi del viaggio per arrivarci - non cambiano la vita, anche perché oggi i senegalesi sono migranti tra noi e non importa più raccontare chi sono. Quindi sorvolo sulla bellezza delle donne nelle loro vesti regali e passo a raccontare da un luogo ravvicinato l’esperienza del progetto “Noppaw: Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane”.

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Una carovana in marcia

Donne africane e impegno per la pace

Patrizia Sentinelli

Un premio all’agire quotidiano, alla costante capacità di tessere il fragile filo della pace. È questo il riconoscimento che si deve alle donne d’Africa. Per raggiungere l’obiettivo, la Campagna Noppaw deve diventare carovana e promuovere una politica che abbia il passo del protagonismo femminile africano.

Elisa Kidanè, nel suo intervento durante la giornata conclusiva del seminario di Dakar, ha detto: «Ora è il tempo del fare». Mancano pochi mesi alla presentazione della candidatura, e il lavoro di informazione e coinvolgimento per accrescere il sostegno alla proposta al Nobel per la Pace alle donne africane deve intensificarsi.

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