Agnelli e lupi
Tonio Dell’Olio
Riferisce Guido Crosetto, sottosegretario di Stato al Ministero della difesa, che una volta chiese a un esperto di strategie militari chiarimenti su finalità e uso della modernissima portaerei Cavour. Si sentì rispondere: “Non c’entra con la difesa del paese ma interviene se ad esempio vengono messi in pericolo i nostri approvvigionamenti energetici in un’altra parte del mondo”.
È uno dei passaggi delle dichiarazioni del sottosegretario nel corso della tavola rotonda per la presentazione del libro ‘Il caro armato’ di Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca, un’attenta disamina sulla struttura delle Forze Armate e sulle spese militari del nostro paese e sugli sprechi che a volte sarebbe possibile e doveroso evitare. Le dichiarazioni di Crosetto non rappresentano una novità. Anzi sono semplicemente la riconferma della dottrina del Nuovo Modello di Difesa che da anni guida scelte e strategie militari dei governi che si susseguono in Italia. Il problema semmai è che oggi non si levano voci critiche o contestazioni di sorta su un sistema di difesa che punta a salvaguardare e garantire i nostri interessi nel mondo piuttosto che a difendere i nostri confini come è sancito dalla Carta costituzionale.
C’è una sorta di assopimento generale cui non poco ha contribuito una propaganda sottile e martellante che ci ha fatto assorbire una funzione “civile” del militare, capace di intervenire efficacemente in occasione di calamità naturali in Italia e nel mondo, portatore di pace tramite le “missioni all’estero”. Nei giorni in cui la stessa portaerei Cavour si muove verso Haiti a segnare la presenza italiana, sono sporadiche le voci che sollevano il dubbio sull’opportunità che debba essere una macchina di morte a portare soccorso ai terremotati.
Certamente lo scandalo maggiore è dettato dalla spesa militare che aumenta in proporzione nonostante il passaggio dall’esercito di leva a quello di professionisti. Nessun dissenso quando il sottosegretario reagisce all’obiezione scandalizzata sulle risorse destinate agli F35, dicendo che la scelta fu effettuata dall’allora ministro Andreatta e che oggi non si può più mettere in discussione. Tutto in nome del sacro dovere della sicurezza nazionale.






