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Parliamo di noi

I problemi economici di “Solidarietà internazionale” continuano ad essere all’ordine del giorno. Sinceramente, senza nessun tipo di sovvenzione, facciamo fatica ad andare avanti. Non basta che tutti i nostri collaboratori prestino la loro opera senza nessun tipo di compenso. Le spese di composizione, stampa e spedizione sono tali da non permetterci di sapere se riusciremo ad arrivare a fine anno.
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Giorni e notti n. 1 Genn. 2010

Gianni Caligaris

Alfano e i processi

Tutti sanno che il palindromo è una parola che può essere letta indifferentemente da destra o da sinistra (aerea, osso, anilina). Da non confondere con le parole bifronte, che lette a rovescio mantengono senso compiuto ma cambiando il significato (arco/ocra). Possono esserci frasi palindrome (amor a Roma). Oggi vorrei introdurre una nuova figura retorica: l’affermazione palindroma. Un esempio? Il ministro Alfano ha detto qualche settimana fa: “Quando Berlusconi è sceso in politica, sono cominciati i processi”. La versione palindroma è: “Quando stavano per cominciare i processi, Berlusconi è sceso in politica”.

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Più alto dei minareti è il diritto ai simboli

La città conviviale

Antonio Nanni

«Se per me che sono cristiano, il campanile e il suono delle campane fanno casa e nutrono il sentimento della mia identità, perché non debbo riconoscere che il minareto e l’invito alla preghiera del muezìn fanno altrettanto per gli amici musulmani? L’essenziale – afferma il teologo Piero Coda - è che il suono della campana e l’invito del muezìn non siano assordanti e impositivi». Si tratta di sperimentare fiduciosamente un modello di integrazione interculturale come da tempo propone la Chiesa.

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Justine Masi Ka Bi Hamba

Le facce della luna

Giancarla Codrignani

Se crescono premi e riconoscimenti per donne che si sono distinte, sembra che finalmente qualcuno si accorga dei loro contributi. Forse continua a sfuggire che si fondano su metodi diversi. Ormai i Nobel sono una novità solo se si tratta della prima volta per un’economista che ha osato sfidare un campo tradizionalmente non femminile, ma non è più come nel 1905, quando il Nobel per la “pace” attribuito a Bertha von Suttner suscitò grande scalpore, ma anche successivo abbandono della memoria.

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