Sul tema del volontariato in El Salvador ho pensato di presentare molto brevemente alcuni contenuti che nascono dalla mia esperienza nel lavoro quotidiano, cosciente di non essere l’unico e soprattutto di essere una piccola parte in mezzo a tutti gli sforzi che si stanno realizzando.
Nel mio paese d’origine ho avuto la fortuna di incontrare persone della mia età e più grandi che non dedicavano il loro tempo al proprio interesse personale, ma che lavoravano per realizzare tra le persone un tessuto di rapporti con alla base la solidarietà, che riguardasse gli aspetti elementari e fondamentali dell’esistenza umana. Per dirlo in due parole, lavoravano, cominciando dal loro contesto più immediato, per la realizzazione di un’umanità nuova. Questo è ciò che è per me il volontariato: un’umanità nuova.
E questo è ciò che ho cercato di fare negli anni in cui ho dedicato il mio tempo agli altri, ai giovani meno fortunati di me, proprio perché questa umanità nuova è ciò che io desidero anche per la mia vita. L’unico modo in cui un giovane può avvicinarsi al volontariato o, meglio, a questa umanità nuova fatta di aiuto reciproco, è attraverso l’incontro con altri giovani che la stanno già vivendo.
L’incontro con una realtà già in se stessa cambiata, unita, visibile, impegnata, il cui sguardo non appartiene alla logica dell’interesse personale, ma è uno sguardo d’amore verso il destino dell’altro, riconoscendo che anch’io, come lui, sono bisognoso e in ricerca continua. In questo panorama e attraverso la mia piccola esperienza, ho potuto vedere con i miei amici e compagni di lavoro, che nei posti in cui abbiamo lavorato, come ad esempio nella Guardería, tutti i giovani cercano un amico in cui avere fiducia, che voglia loro bene, che sia disposto a condividere la loro vita.
Non è forse questo ciò che cerchiamo tutti? Solo cominciando con un gesto di amicizia, così come è successo con me e con molti di noi, può generarsi un aiuto concreto che si esprima, poi, in tutte quelle attività che ognuno di noi sta facendo.
Per me la prima preoccupazione, attraverso l’aiuto concreto, è quella di avere un rapporto di amicizia con l’altro, perché lui ne ha bisogno tanto quanto ne abbiamo bisogno noi.
Credo che solo iniziando da questo, possa nascere un aiuto concreto nella vita normale e quotidiana tra giovani e meno giovani, attraverso una presenza nell’ambiente, come impegno serio, operativo e stabile, andando incontro all’altro con la passione per il suo destino, affrontando problemi e bisogni, ascoltando e consultandosi, invitando a momenti e iniziative, valorizzando le persone e cercando di aiutarle.
Per questo è importante il dialogo e la ricerca del confronto con gli altri, fino ad arrivare a costruire amicizie con giovani di altri paesi e nazioni. Penso che ciò che ognuno di noi cerca, che tutti i giovani cercano, sia poter trovare una risposta a questa urgente esigenza di realizzazione: credo che il nostro lavoro oggi debba tener presente questa necessità, che non può passare inosservata in mezzo ai tanti bisogni concreti che dobbiamo e vogliamo risolvere, perché se così fosse, non riusciremmo a risolverne nessuno (www.tonalestate.org).






