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La Lega e i simboli cristiani

La città conviviale

Antonio Nanni

C’è incompatibilità tra Lega e simboli cristiani? In varie città del nord amministrate dalla Lega si sono registrati negli ultimi tempi fatti di cronaca da cui emerge una evidente incompatibilità tra l’universalismo dei simboli cristiani e il localismo leghista. Un episodio clamoroso, ad esempio, è l’operazione “White Christmas” del comune di Coccaglio, in provincia di Brescia, che si prefigge l’obiettivo di controllare l’immigrazione clandestina per festeggiare un Natale “bianco”, senza extra-comunitari.

Ma ognuno sa che Gesù non era né bianco, né occidentale, né europeo, né “padano”. Analoghe perplessità ha suscitato un altro comune leghista, San Martino dell’Argine in provincia di Mantova, dove gli abitanti sono stati invitati a denunciare i clandestini come se fossero “sceriffi”.

 

Dopo il flop delle “ronde” propagandate dalla Lega, la regione Lombardia ha lanciato un progetto di vigilanza del vicinato affidando ai “residenti-sentinelle” il compito di segnalare persone e automobili sospette. Tutti esempi che confermano una concezione populista e proprietaria del territorio, ma tra Lega e comunità cristiana cresce una differenza di ordine assiologico e antropologico che prima o poi è destinata ad esplodere. Non si può infatti rovesciare il significato di simboli importanti come il Natale.

 

Un conto è aver detto ancora una volta no alla presenza degli immigrati, alla moschea, al velo, al kebab, all’ora del Corano nelle scuole, ecc. Un altro è ideare una sorta di pulizia etnica in nome del Natale. Un esperto di comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, Pier Cesare Rivoltella, spiega con chiarezza questa clamorosa contraddizione: “L’intenzione del sindaco era di fare un regalo per Natale ai cittadini. L’idea del Natale in questo caso è stata associata al regalo sotto l’albero.

 

C’è quindi una doppia ignoranza. La prima è quella di utilizzare il Natale nel senso più laico e commerciale, mentre invece il Natale cristiano rimanda ad un altro tipo di connotazione e di dono. E poi oggettivamente c’è questa odiosa corrispondenza con il bianco”. Bisognerebbe allora interrogarsi sull’uso del linguaggio di chi occupa certe posizioni. Ma tale questione apre un’emergenza nazionale che va ben al di là della Lega.

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