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Le ragioni dell’utopia

Agnelli e lupi

Tonio Dell’Olio

Sembrerebbe che movimenti per la pace, cooperazione internazionale e organizzazioni sociali siano destinati a collezionare sconfitte e fallimenti, i sorrisi compatiti dei benpensanti e le paternalistiche pacche sulle spalle dei potenti che, bene che vada, li accusano di semplificazione, ingenuità, mancanza di realismo. Invece questa fase carsica dei movimenti è caratterizzata almeno da due fattori importanti: una più vigile e profonda attenzione alla ricerca e alla documentazione e una serie di riconoscimenti postumi di istanze e lotte.

Avviene così che nel corso del G20 di Pittsburgh la signora Merkel e il signor Sarkozy si siano fatti portavoce e propositori di un’antica proposta dei gruppi “no global” che peraltro era stata avanzata da un premio nobel dell’economia: la Tobin Tax che prevede la tassazione delle transazioni finanziarie. C’è voluta una crisi mondiale per poter ammettere che far pagare chi gioca in borsa non è propriamente un tabù, ma un vantaggio per la comunità. Al di là dei risultati del vertice allargato (ma non troppo) di Pittsburgh, aver posto il problema ci è parso come un implicito riconoscimento alle proposte del “pacifismo utopico”. Allo stesso modo il Consiglio di Sicurezza presieduto da Barack Obama ha votato all’unanimità il documento elaborato dall’amministrazione statunitense per porre fine alla proliferazione delle armi nucleari. Sarebbe stato assolutamente impensabile fino a pochi anni fa. Anche in questo caso si comincia a raccogliere il frutto di tanti semi posti in un terreno che non sembrava fertile per niente negli anni scorsi e culminato nella campagna “Un futuro senza atomiche”. Ultima notizia a completamento di un quadro il cui titolo potrebbe essere: “Il tempo è galantuomo”, la drastica riduzione delle testate nucleari sul nostro suolo patrio, pur se di proprietà e custodia Usa, a Ghedi (BS). Il realismo politico non è solo il nemico numero uno dell’utopia, ma anche una minaccia alla pace che ha tempi diversi dai nostri, ma conosce la sua strada.
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