Le facce della luna
Giancarla Codrignani
Allora dobbiamo sperare in una tregua della misoginia dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, se Ahmadinejad ha presentato come candidata per il ministero della salute una donna, una ginecologa, e il parlamento l’ha convalidata con largo consenso, nonostante il malumore del clero conservatore? Oppure è ancora una falsa apertura progressista e una sconfitta delle donne? Tutte le fonti ci dicono che Marzieh Vahid Dastjerdi è un’ultrafondamentalista.
Le foto diffuse ne mostrano il vago sorriso sotto la più rigorosa copertura del manto islamico. Ci possiamo, dunque, permettere di pensare male, sia per le prospettive sia per il contesto politico della nomina. Infatti, si ha l’impressione non infondata che, mentre Ahmadinejad abbia a suo modo recepito che il movimento di protesta più tenace e motivato è stato, anche nella tormentata campagna elettorale, quello delle donne e abbia inteso dimostrare una disponibilità, i conservatori religiosi abbiano accettato la misura opportunistica di ammettere una donna, nonostante la sua impurità di natura, perché sicuri che l’integrità delle norme talebane non verrà intaccata da una devota fedelissima. L’opposizione riformista, da parte sua, ha votato sicuramente perché ha pensato che la nomina di una donna è pur sempre un dato positivo “a prescindere”; forse ha ritenuto ovvio che, secondo l’ideologia dominante, dovesse essere, tutto sommato, una mediazione positiva. Comunque, il beneficio per le donne è riconducibile alla visione di una sagoma femminile a reggere un ministero delicato, soprattutto per le donne, come quello della sanità. Facciamo una piccola riflessione. Quando chiediamo che ci siano più donne nei parlamenti e al governo consideriamo la possibilità che entrino in ruoli che non accolgono mai persone con il loro genere, ma persone neutre, disposte ad assumere il modello unico. Che è come dire che le donne possono diventare come uomini e che spesso sono tentate di perfezionare quel modello. In Iran forse qualche uomo, anche dissenziente dall’attuale governo, dirà alle amiche che incontra la battuta ben nota anche a noi quando nello stesso incarico fu nominata Tina Anselmi: “Sarete ben contente che siete ministre”... Ma le seguaci della Nobel Shirin Ebadi, che si è fatta carico del referendum per rinnovare il vigente codice della famiglia che penalizza gravemente le donne, non si fanno illusioni: con Marzieh sarà sconfitta. Probabilmente non solo per le donne.Powered by !JoomlaComment 4.0 beta1






