La città conviviale
Antonio Nanni
Nella nostra società del rischio, dove l’avvenimento traumatico e imprevedibile è all’ordine del giorno, non basta più rafforzare in noi stessi la semplice resistenza, ma diventa necessario educare alla “resilienza”, ossia a reagire costruttivamente e a rinascere. Vivere in mezzo al rischio di ogni genere – da quello ecologico a quello terroristico, da quello finanziario a quello biopolitico – è la sfida che siamo chiamati ad affrontare, senza fatalismi e senza catastrofismi. Sono soprattutto gli educatori che hanno bisogno di scoprire e di praticare la capacità di “resilienza”, poiché questa virtù laica mostra di essere la risposta più appropriata per vivere nella società del rischio.