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Bibliografia - Consigli di lettura per un approfondimento

A cura di Valeria Viola

Femmes de l’ombre et Grandes Royales dans la mémoire du continent africain Jacqueline Sorel, Simonne Pierron-Gomis / Editore: Présence Africaine Editions, 2004 /in francese Donne leggendarie all’origine di un regno o di un eroe, regine, madri, profetesse o vittime, le donne appaiono in filigrana nella tradizione africana, nelle pagine dei racconti di viaggio o nei manuali di storia. Jacqueline Sorel e Simonne Pierron-Gomis ne hanno ricercato le impronte e ci consegnano una serie di ritratti che testimoniano i differenti ruoli giocati dalle donne nel corso del tempo.

Da Lucy, la piccola delle origini, a Zaouditou, l’imperatrice di Etiopia, passando per Tin-Hinan, la madre dei Tuareg, Nonquause, la profetessa tragica, Bwanika, la schiava comprata e rivenduta decina di volte e Yaa Asantiwa, l’anima della resistenza ashanti, trenta figure emergono dall’ombra per ricordare che nell’Africa nera, le donne hanno sempre occupato un posto preponderante nella società. Des femmes écrivent l’Afrique: l’Afrique de l’Ouest et le Sahel Esi Sutherland-Addy e Aminata Diaw 2007 / Edito in francese: Karthala / Edito in inglese: Feminist Press University of New York 132 testi di forme differenti (racconti, novelle, estratti di romanzi, panegirici, estratti di memorie, documenti di archivi, interviste, poemi, opere teatrali, ecc.) scritti da donne originarie dell’Africa dell’Ovest e del Sahel. Ogni brano è preceduto da una introduzione che lo colloca nel suo contesto culturale e storico. L’antologia comprende testi d’epoca dei grandi imperi africani del Sudan Occidentale, del periodo coloniale, dall’era delle indipendenze a quella contemporanea. Sono rappresentate venti lingue africane e dodici paesi: Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea-Conakry, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal e Sierra Leone. Des femmes écrivent l’Afrique - Tome 2, l’Afrique Australe Dorothy Driver / 2009 / Edito in francese: Karthala / Edito in inglese: Feminist Press University of New York Questo secondo volume è destinato a trasformare radicalmente le nostre percezioni della storia e della cultura dell’Africa australe. Sono presenti dei testi del Sud Africa, Botswana, Lesotho, Namibia, Swaziland e dello Zimbabwe e copre un periodo che va dal 1842 fino ai giorni nostri. Voci di donne della città e della campagna, donne indigene e donne colonizzatrici. Ci parlano del lavoro e della vita familiare, della crudele esperienza del colonialismo e della guerra e ancora, delle lotte per i diritti civili, i canti, i poemi, le lettere, i diari dalla guerra e dalle prigioni. Il Terzo volume consacrato all’Africa dell’Est uscirà nel 2009, un quarto volume sull’Africa del Nord completerà la serie. Reines d’Afrique et héroïnes de la diaspora noir Sylvia Serbin Edito in francese: Sépia. www.editions-sepia.com Nessuna eroina nera è riconosciuta dalla storia universale. Da questa constatazione, Sylvia Serbin parte per andare alla ricerca di figure femminili che hanno marcato la storia dell’Africa e della sua diaspora, dall’antichità fino all’inizio del XX secolo. La regina Anne Zingha (Angola), Pokou (Costa d’Avorio), Ndete Yalla (Senegal), Ranavalona III (Madagascar), la Mulatta Solitude (Guadalupe), Madam Tinubu (Nigeria), la Kahéna (Algeria), le Amazzoni del Dahomey, Harriet Tubman (Stati Uniti d’America), la Venere Ottentota (Sudafrica): in totale 22 ritratti di donne influenti, resistenti alla schiavitù, profete, guerriere, vittime o madri di eroi, per la maggior parte sconosciute al grande pubblico. Unica nel suo genere, dopo anni di ricerca, la Serbin ci rivela una storia sconosciuta. Con un grande talento ci narra delle storie, a partire dalle fonti scritte e orali, fornendoci un affresco storico in cui la lettura suscita ammirazione, orrore, rispetto per questi caratteri d’eccezione. Un libro utile e appassionante che ci svela degli aspetti inesplorati di alcune società dell’Africa precoloniale, spesso presentate come inerti e immobili nonostante fossero di un’incontestabile vitalità. Une si longue lettre Miriama Ba Dakar, Nouvelles Editions Africaines, 1979 / Tradotto in italiano con il titolo Cuore africano, Sei, Torino 1980 Capostipite della letteratura femminile africana e della rivendicazione dei diritti delle donne. Una lettera scritta d’impulso con stile nervoso e distaccato. In essa la storia, che cresce pagina dopo pagina, di una donna africana che proclama, mai ad alta voce, ma non per questo con meno efficacia e passione, la sua sofferenza derivata da una situazione di poligamia in cui la protagonista viene abbandonata per una donna più giovane. Niketche, una storia di poligamia Paulina Chiziane Editore: La Nuova Frontiera, 2006 Il Bildungsroman per la donna africana: dopo più di venti anni di matrimonio, Rami scopre che suo marito Tony la tradisce con diverse amanti, con le quali ha costituito altre famiglie parallele. Sconvolta, la donna inizia una ricerca febbrile nel disperato tentativo di salvare il suo matrimonio, allontanando le amanti e legando a sé il marito. Rami verrà a scoprire la condizione delle donne del suo paese, accomunate tutte da un destino di sofferenza e discriminazione, e deciderà di trasformare lo scontro con le amanti in una temibile alleanza femminile, che costringerà il marito a trasformare i piaceri dell’adulterio negli obblighi imposti dalle regole della poligamia. Paulina Chiziane, autrice anche de “Il settimo giuramento”, ci svela il rovescio della medaglia dell’Africa dei nostri giorni. Le ragazze di Benin City. La tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d’Italia Laura Maragnani e Isoke Aikpitanyi Editore: Melampo, 2007 Isoke è arrivata in Italia a vent’anni: le avevano promesso un lavoro di commessa, si è ritrovata a vivere in schiavitù. Oggi, finalmente libera, racconta la vita, la tratta, i clienti, i sogni delle ragazze da marciapiede. I diritti di questo libro contribuiranno a sostenere le campagne e le iniziative del progetto «La ragazza di Benin City». Aya di Yopougon Marguerite Abouet, Clément Oubrerie (illustratore) Editore: Lizard, 2009 Aya è uno spaccato di vita adolescenziale raccontato con grande ironia, come ci dice la stessa autrice, ambientato negli anni ‘70 in Costa D’Avorio. C’era lavoro, gli ospedali funzionavano e la scuola era obbligatoria. Aya vive in un’Africa fuori dai cliché della guerra e della fame, quell’Africa che sopravvive malgrado tutto. In questa graphic novel, in poco più di 100 pagine popolate di colorata quotidianità, si inizia un viaggio alla scoperta di un’Africa inedita. Soprattutto, più “vicina” del previsto. Raccontata da una persona comune, proveniente da un quartiere popolare, alle prese con amiche strambe, fidanzati o pseudo-tali, scuola, famiglia, shopping e divertimento. Come cucinarsi il marito all’africana Calixthe Beyala Editore: Epoché, 2008 Calixthe Beyala ha fatto irruzione a 25 anni nel paesaggio letterario francese con il romanzo, intenso e politico, “A bruciarmi è stato il sole”, apparso in Italia presso le edizioni Epoché. Personaggio coraggioso e attivo su vari fronti, dalle collaborazioni con le associazioni che si occupano di diritti umani a quelle che hanno a cuore la condizione femminile, è stata a volte attaccata anche dalla stampa africana con l’accusa di donare al mondo un’immagine deformata del continente. Beyala è la più nota e la più tradotta delle scrittrici africane della nuova generazione e ha saputo conquistare in breve tempo un suo pubblico con il divertente “Come cucinarsi il marito all’africana”. La protagonista è una ragazza africana che vive in Europa e noi assistiamo alla conquista di un maliano, scapolo, che vive con la madre nel suo stesso palazzo. Nella maggioranza delle sue opere, sempre venate d’ironia, emerge la nuova condizione della donna africana (per residenza o d’origine), volta sì a conservare i retaggi culturali e le connessioni con i luoghi d’origine, ma anche a sfrondarli da tabù, superstizioni e modi di vivere che la relegavano all’ultimo gradino della scala sociale. Il terreno preferito dei suoi romanzi è sovente quello dei rapporti tra donna e uomo. Altro tema dominante, la necessità di restituire al lettore un’immagine del continente africano e dei suoi abitanti che sia lontana dagli stereotipi. Firdaus, storia di una donna egiziana Nawal Al-Sa’adawi Editore: Giunti, 2007 Firdaus è una donna costretta a sottomettersi ad ogni forma di sfruttamento e violenza subita per mano di uomini sconosciuti o legati a lei da un vincolo familiare. Una donna sola e fragile, abituata fin da bambina a chinare la testa davanti agli ordini e agli abusi di tutti gli uomini che ha incrociato nella sua vita. Questi uomini che le hanno tolto la libertà e il diritto di vivere e di amare. E poi ecco che qualcosa si capovolge all’improvviso, un barlume di vendetta e di speranza, un atto di riscatto e di coraggio... Firdaus, nella maniera più crudele, ha deciso di recidere i fili della sua schiavitù.

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