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C'era una volta

Uno sguardo d'insieme


La storia dell’Africa è punteggiata di figure femminili che hanno avuto un ruolo importante nelle vicende, nella cultura e nel cuore dei loro popoli. Donne guerriere, amazzoni ed eroine, regine che non esitarono a indossare barbe finte e abiti maschili per conquistarsi il potere e la fiducia delle proprie genti, e che alla fine furono amate e rispettate più dei colleghi uomini. C’è chi guidò i sudditi all’indipendenza, chi tracciò la strada per future generazioni di donne, chi promosse rivoluzioni religiose o culturali imprimendo un segno indelebile nella storia del proprio paese e del continente, chi mise in crisi alleanze ed equilibri secolari…

Figure reali o mitiche, ma tutte ancora presenti e radicate nella memoria collettiva, hanno lasciato traccia nella storia, nella letteratura, nell’arte. Si tratta anche di figure che, per un motivo o per l’altro, si sono ritrovate in mezzo a un crocevia di culture, fatto che le rende ancora più moderne e attuali. Ecco allora una piccola galleria di personaggi femminili che emergono dalla storia multiforme dell’Africa: per rovesciare uno dei luoghi comuni che vede questo continente come uno dei tanti territori di predominio maschile.


Amina

Questa regina di Zazzua, una provincia della Nigeria, è nata intorno al 1533 durante il regno di re Sarkin Zazzau Nohir (lei era probabilmente sua figlia minore). Zazzua era una delle città dello Stato di Hausa che dominava il commercio del trasporto sahariano dopo il crollo dell’impero di Sanghai ad Ovest. La sua ricchezza era ricavata soprattutto dal commercio di merce in cuoio, in stoffa, di noci di kola, sale, cavalli e metalli importati. All’età di sedici anni, Amina divenne l’unica erede di sua madre (Magajiya), Bakwa di Turunku, la regina di Zazzua. Con il titolo arrivarono le responsabilità. Nonostante il regno di sua madre avesse conosciuto la pace e la prosperità, Amina scelse ugualmente di apprendere l’uso delle armi e delle tecniche di guerra. La regina Bakwa morì intorno al 1566 e Zazzua fu retta da suo fratello più giovane Karama. Amina fu la principale guerriera della cavalleria di Zazzua. Le sue peripezie militari le hanno portato ricchezza e potenza. Quando Karama morì dopo aver regnato 10 anni, Amina divenne la regina di Zazzua. Partì dopo 3 mesi per la sua prima spedizione militare e continuò a combattere fino alla sua morte. Durante il suo regno, che durò 34 anni, ci fu un allargamento del territorio di Zazzua. La sua attività principale, comunque, non era l’annessione di terre vicine, ma l’intenzione di costringere i governi locali ad accettare lo statuto di vassalli per facilitare il passaggio dei commercianti di Hausa. Permise la costruzione delle mura fortificate intorno alla città, da allora diventata una delle caratteristiche delle città-stato di Hausa. Più tardi, le sue città si sono sviluppate (molte sono ancora presenti ai giorni nostri). Sono conosciute sotto il nome di “Ganuwar di Amina”, o di Amina. Ci si ricorda di lei come “Amina, rana de Yar Bakwa ta San”, che significa “Amina, figlia di Ikatau, una donna capace come un uomo”.

 

Candace

Uno dei più grandi generali del mondo antico era l’imperatrice di Etiopia. Questa regina nera, la formidabile Candace, era famosa in tutto il mondo come comandante delle armate. Nel 332 a.C. Alessandro raggiunse Kemet (Antico Egitto), saccheggiando tutto al suo passaggio. La leggenda racconta che Alessandro, non volendo vedere la sua fama mondiale e la sua catena ininterrotta di vittorie offuscate da una sconfitta di fronte ad una donna, preferì fermare la sua armata alle frontiere dell’Etiopia.

 

Tin Hinan, Antinea

In un tempo imprecisato e remoto, una regina profuga dal suo regno (la mitica Atlantide?) giunge nel deserto del Sahara insieme alla fedele ancella Takamat. La regina si chiama Tin-Hinan. Le due donne, in sella ai cammelli, si perdono tra le rocce e le dune del deserto… Dopo molte avventure Tin Hinan, grazie anche all’aiuto dell’astuta Takamat, riuscirà a sopravvivere e a gettare in quell’ambiente ostile le basi del suo nuovo regno. Da lei avrà origine il popolo dei Tuareg, che ancora oggi - in omaggio alla propria antenata - attribuisce alle donne un ruolo importantissimo nella famiglia e nella società e rispetta la mitica tomba di Tin Hinan, una gigantesca e misteriosa costruzione di pietra nel cuore del Sahara.

 

Kahina

Si chiamava Damya Tadmaithia, ma per il suo popolo era “Kahina”, “la profetessa”. Si è battuta contro l’incursione araba nell’Africa del Nord dove, sotto il suo comando, gli africani neri hanno fatto battere in ritirata l’armata araba nel Nord di Tripoli. La regina Kahina era ebrea e non abbandonò mai la sua religione. La sua opposizione all’incursione araba era puramente nazionalista, perché lei non favoriva né i cristiani né i musulmani. La sua morte nel 705 a.C. Per mano di Hassen-ben-Numam mise fine ai grandi tentativi di salvare l’Africa da parte degli africani. Impedì la diffusione dell’Islam nel Sud del Sudan occidentale. Dopo la sua morte gli arabi cominciarono a cambiare la loro strategia, imponendo la loro fede e la loro potenza in Africa. La resistenza alla diffusione dell’Islam nel Sud era così grande che alcune spose dei re africani si sono suicidate per evitare di cadere nelle mani dei berberi e degli arabi. Questi non dimostrarono mai pietà nei confronti dei popoli che si rifiutavano di convertirsi all’Islam.

 

Nandi

Madre del grande capo Shaka zulu. Nandi è il simbolo stesso della pazienza e della determinazione di fronte al lavoro. Ha resistito e ha superato molti ostacoli per far valere la sua potenza in tutto lo Zululand.

 

Nehanda

Quando gli inglesi hanno invaso lo Zimbabwe nel 1896 e hanno cominciato a confiscare le terre e il bestiame, Nehanda e altri capi gli hanno dichiarato guerra. Nehanda ha mostrato di avere una condotta impeccabile e qualifiche in materia d’organizzazione fin dalla sua tenera età. In 100 anni, Nehanda è stata la persona più importante nella storia moderna dello Zimbabwe. È ricordata ancora oggi dai patrioti dello Zimbabwe con il nome di Mbuya (nonna) Nehanda.

 

Nzingha

Come buon capo militare, ha lottato contro la schiavitù e la caccia selvaggia condotta dagli europei. Questa lotta è durata più di trent’anni. La regina Nzingha era la discendente di Angoloan ed è conosciuta sotto il nome di Jinga o Ginga. Era membro del Jagas Ethnique, un gruppo di militanti che ha formato uno scudo umano contro i commercianti portoghesi di schiavi. Come capo politico visionario e competente, si è completamente consacrata al movimento della resistenza. Ha creato delle alleanze con altre potenze straniere, per liberare l’Angola dall’influenza europea. Possedeva la durezza degli uomini e il fascino delle donne e li ha utilizzati entrambi a seconda della situazione. Ha utilizzato anche la religione come mezzo politico. La sua morte il 17 dicembre 1663, ha aperto le porte ad un commercio massiccio di schiavi da parte dei portoghesi. La sua lotta ha risvegliato anche altri popoli e li ha incoraggiati a mostrarsi offensivi contro gli invasori. Si pensi a personaggi come Madame Tinubu della Nigeria; Nandi, madre del grande guerriero Chaka zulu; Kaipkire del popolo del Sud-Ovest africano; l’armata femminile che ha seguito il re di Dahomian, Behanzin Bowelle.

 

Hatshepsut

Hatshepsut, regina guerriera, combatte contro tutti i suoi rivali per ottenere un ruolo di potere nel regno di Kemet. Alla morte del fratello, Tutmosis II, conquista il trono dell’Egitto e si lancia in una campagna di conquista dei territori stranieri… Hatshepsut ama farsi rappresentare con barba e abiti maschili, ma il suo è anche un regno di pace e di prosperità, di crescita culturale ed economica. Grandi palazzi, ricchi mercati dove giungono merci da ogni paese, una nuova filosofia di vita che ha come punto di riferimento Horus, il dio della conoscenza.

 

Tyie

Nera, bella e aggraziata, Tyie è una delle più influenti regine che ha governato Kemet. Nata da una famiglia nobile della Nubia, intorno al 1391 a.C. ha sposato il re di Kemet Amenhotep III. La regina Tyie portava il titolo di “Grande Signora Reale” e successe al regno di suo marito. È stata Tyie che ha governato Kemet durante il regno dei suoi 3 bambini Amenhotep IV, Smenkhare e il più popolare re Tutankhamen. Ha governato Kemet circa mezzo secolo, migliorando il commercio e proteggendo le sue frontiere. Era considerata come la dea della bellezza dell’antico Egitto.


Bilqis-Makeda la regina di Saba

Mille anni prima della nascita di Cristo è una dinastia di regine vergini a comandare l’Etiopia, conosciuta anche come Nubia, regno di Kush, di Axum o di Saba, favolosa capitale dell’Arabia Felix famosa per l’oro, le pietre preziose, i profumi… La regina Bilqis (o Makeda, secondo il Corano) è famosa per il suo potere e la straordinaria bellezza: “Sono nera ma graziosa… Non guardatemi con disprezzo perché la mia pelle è bruciata dal sole…”. Durante il suo regno il re di Gerusalemme Salomone, decide di costruire un magnifico tempio e invita i mercanti stranieri a venire a Gerusalemme con le loro carovane. Uno di loro, Tamrin, al suo ritorno riferisce alla regina Bilqis le meraviglie del regno di Salomone e Bilqis decide di andare a fargli visita…

 

Nefertari

Il suo matrimonio con il grande Ramsès II d’Egitto (alto Egitto) è conosciuto come uno dei più grandi legami amorosi reali. Questa unione ha messo fine ai 100 anni di guerre tra il Nord e il Sud dell’antico Kemet, unificandoli in un grande Kemet. Di questo amore resta ancora oggi qualche monumento, come i templi che Ramses ha fatto costruire per la sua sposa ad Abu Simbel. Le immense strutture sono tra i monumenti più magnificenti al mondo. Costruiti durante il nuovo regno, circa 3.000 anni fa, furono intagliati nella montagna che li contiene come attaccamento eterno al Re Ramses e alla sua sposa Nefertari. I superbi ornamenti sul tempio raffigurano la battaglia di Kadesh, dove Ramses e Nefertari, confidando nell’aiuto delle divinità, si dedicano a riti religiosi. I raggi del sole penetrano sempre nella roccia del tempio principale gli stessi due giorni dell’anno: il 20 ottobre e il 20 febbraio. Questa sincronizzazione è forse legata all’unificazione simbolica, grazie all’intermediazione dei raggi solari, della statua di Ra-Herakhty alla statua di Ramses.


Nefertiti dalla storia dell’Antico Egitto

Miti, riti e magie durante il regno di Akhenaton a Eliopoli, la città del Sole. Le vicende di Nefertiti, la moglie del faraone, che guida la sua personale rivoluzione contro i sacerdoti dell’epoca inventandosi una “via femminile” verso il divino.

 

Yaaasantewa

Regina guerriera degli Ashanti. Di lei la tradizione porta questa frase rivolta agli uomini: “Se voi, uomini d’Ashanti, non combattete, allora noi donne andremo a farlo. Vi chiamerò sorelle mie. Andiamo a batterci con gli uomini. Lotteremo fino a che periremo tutti sul campo di battaglia”.

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paolafrancesca |2009-11-09 17:41:51
non conoscevo queste storie prima di leggere il libro di rosalind miles:chi ha cucinato l'ultima cena - dobbiamo informarci meglio sulla storia delle donne - grazie

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