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Regine d'Africa

Da sempre l’Africa è stata condannata a non avere storia. La storiografia europea, fatta a immagine e somiglianza dei colonizzatori, sosteneva infatti che si ha storia solamente là dove esistono testimonianze scritte. Quasi che i popoli di cultura orale non avessero e non possano avere una loro storia.

 

Un modo anche questo per relegare l’Africa al ruolo di continente “barbaro”, lontano dalla civiltà. Anche perché, con un’operazione che aveva senso soltanto se letta ideologicamente, si sosteneva che la storia dell’Egitto non era storia africana. Fino a poche decine di anni fa nelle scuole africane si studiava la storia dei greci, dei romani, dei galli e degli europei, mentre i racconti orali africani venivano relegati al ruolo di puro mito, se non di folclore.

 

C’è voluta la cocciutaggine di una scuola di storiografi africani – primo fra tutti Joseph Ki-Zerbo - a mettersi alla ricerca delle fonti orali, a fare su di esse un lavoro scientifico e a partire per raccontare su basi scientifiche la storia del continente africano.

 

Se tutta la storiografia africana ha dovuto fare i conti con questi pregiudizi, in modo ancor più pesante la presunta mancanza di storia dell’Africa ha penalizzato le donne e il ruolo che esse hanno svolto. Eppure di donne che lungo i secoli hanno occupato ruoli di grande importanza è piena la tradizione africana. Come a dire che il protagonismo delle donne nel continente non è soltanto di oggi, ma poggia le sue radici nei secoli passati.

 

Ne è nata una ricerca ancora poco conosciuta sulle grandi figure femminili che hanno svolto ruoli di primo piano nella società africana. In tutte le regioni del continente. Sul versante dell’Africa Sahariana, Fiorenza Ferretti, una ricercatrice italiana, ha compiuto studi che l’hanno portata, a partire dalle fonti storiche e archeologiche, a sostenere che nell’area Nord africana, le donne avevano una posizione di primo piano, anche nel campo della politica e del governo.

 

Fiorenza Ferretti ci ha gentilmente concesso di pubblicare una sintesi di queste sue ricerche presentate nella loro interezza dalla rivista “Africa” dell’Isiao. Sylvia Serbin, una giornalista africana che da anni vive in Francia e che da sempre è impegnata nelle attività di quella che viene definita “Diaspora africana”, ha da poco pubblicato un libro che sta avendo molto successo in Francia.

 

Il suo titolo: “Reines d’Afrique et heroïnes de la diaspora noire”. Per sua gentile concessione pubblichiamo la storia di una di queste figure, Anne Zingha, regina d’Angola. Chi si reca nella regione della Casamance in Senegal, si incontrerà con i racconti che ricordano Aline Sitoè Diatta. Una regina e sacerdotessa che ha resistito alla colonizzazione. La sua storia passa di bocca in bocca tra la gente che vede in lei il simbolo della fierezza africana, capace di lottare strenuamente contro la colonizzazione.

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