Al via la campagna Noppaw
Sono loro a riprodurre ogni giorno il miracolo della sopravvivenza. L’idea di un Nobel collettivo per tutte le donne africane. Invito a singoli e ad associazioni ad aderire e a sostenere, anche economicamente, una Campagna difficile.
Riconoscere e valorizzare il ruolo delle donne in Africa e “dare loro il premio Nobel per la Pace 2010”. Questa la proposta promossa dal Cipsi e da ChiAma l’Africa, nata in Senegal a Dakar durante il seminario internazionale “Per un nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa” svoltasi dal 28 al 30 dicembre 2008.
La proposta nasce a partire dalla constatazione del ruolo crescente che le donne africane hanno acquisito nella vita quotidiana dell’Africa. Le donne sono protagoniste e trainanti sia nei settori della vita quotidiana che nell’attività politica e sociale. Sono le donne in Africa che reggono l’economia familiare nello svolgimento di quell’attività, soprattutto di economia informale, che permette ogni giorno, anche in situazioni di emergenza, il riprodursi del miracolo della sopravvivenza. Le donne da decenni sono protagoniste nella microfinanza: dalle storiche tontine dell’Africa occidentale, fino alle forme più elaborate di microcredito in tutte le parti dell’Africa. Microcredito che ha permesso la nascita di migliaia di piccole imprese. Le donne africane sono capaci nell’organizzazione della gestione dell’economia: esistono in Africa migliaia di cooperative che mettono insieme donne impegnate nell’agricoltura, nel commercio, nella formazione, nella trasformazione di prodotti locali. Le donne africane stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nei villaggi. Le donne in Africa stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella difesa della salute, soprattutto contro il morbo dell’Hiv e della malaria. Sono loro che svolgono spesso formazione sanitaria nei villaggi. Sono gruppi organizzati di donne che si stanno impegnando contro pratiche anche tradizionali come l’infibulazione e la mutilazione genitale. Sono le donne africane, infine, che riescono a organizzarsi per lottare per la pace, e a mantenere la vita anche nelle situazioni più tragiche, in un impegno politico spesso capillare e non riconosciuto. Molto spesso con il rischio di subire violenza e sopraffazione. L’Africa oggi può sperare nel proprio futuro soprattutto a partire dalle donne comuni, quelle che vivono nei villaggi o nelle grandi città, in situazioni spesso di emergenza, e di cui le donne che sono emerse, sia nella politica, sia nella cultura, sia nell’attività imprenditoriale, non sono che un’espressione visibile. Gli obiettivi Non si tratta di una Campagna per l’attribuzione del Nobel a una singola persona o a un’associazione, ma di un Nobel collettivo. Si tratta di una proposta atipica, che vogliamo perseguire, pur conoscendo le difficoltà, per lanciare una Campagna internazionale tendente a far conoscere il protagonismo delle donne africane. Anche per privilegiare nei rapporti di cooperazione proprio le donne e le loro organizzazioni. La candidatura al premio Nobel segue un iter regolamentato. Alla presentazione sono abilitati i membri dei parlamenti nazionali, i ministri, i precedenti vincitori del Nobel, i responsabi l i di impor tant i organizzazioni internazionali e personaggi del mondo della cultura e della politica, nonché, naturalmente, gli stessi membri del Comitato per il Nobel. Oltre alla candidatura, per mobilitare e coinvolgere la società civile, le istituzioni e le diverse associazioni presenti sul territorio nazionale ed internazionale, vogliamo raccogliere 2 milioni di firme da inviare alla Fondazione Nobel che attribuisce il prestigioso premio. Come si aderisce Aderire significa essere parte attiva della Campagna e può farlo chiunque ne condivida gli obiettivi. La Campagna mira a mobilitare la comunità accademica e scientifica, la società civile nazionale ed internazionale, gli uomini e le donne di tutti i paesi. Vogliamo lavorare insieme, cercare di unire le nostre forze, condividere le nostre esperienze e le strategie d’azione. Gli aderenti alla Campagna sono tutti e tutte coloro che firmano la petizione nei banchetti oppure online. Si può aderire sia individualmente che come associazione. Gli aderenti che abbiano intenzione di offrire un ulteriore sostegno alla Campagna possono supportare le attività di sensibilizzazione e informazione sul ruolo della donna africana, sia con un contributo economico, sia con l’organizzazione di eventi locali. Il Comitato promotore Al Comitato promotore è affidato il compito di elaborare e diffondere i principali strumenti della campagna. Gli enti locali, le associazioni, le fondazioni, le imprese, i coordinamenti… che hanno aderito al Comitato promotore si impegnano attivamente a: —— raccogliere firme; produrre materiale informativo: — — d ossier, pubblicazioni, raccolta testimonianze, reportage audiovisivi; diffondere l’appello e i documenti — — r elativi alla Campagna presso l’opinione pubblica, le Ong, le personalità e i media; promuovere e realizzare iniziati- — — ve di sensibilizzazione e di raccolta fondi; contribuire all’aggiornamento e — — alla diffusione del blog; versare un contributo minimo — — di 1000 euro per supportare l’organizzazione. Se vuoi far parte del comitato promotore contatta
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Le attività a sostegno della Campagna Le associazioni, i comitati, gli enti locali e tutte le persone aderenti alla Campagna possono organizzare: seminari, raccolta firme, eventi di piazza, produzione di dossier, raccolta testimonianze, reportage, convegni, eventi di raccolta fondi (aste, lotterie e similari, feste, cene, aperitivi…), eventi sportivi, spettacoli e concerti. Le iniziative verranno concordate con il Comitato promotore e pubblicizzate sul sito www.noppaw.org. Tutto il materiale (format raccolta firme, opuscoli informativi…) verrà fornito dal Comitato promotore.