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Oltre il limite della decenza

Italia: pensieri sparsi in libertà

Graziano Zoni

Sugli immigrati l’alleanza costituita da governo, maggioranza e mass-media ha fatto e sta facendo un autentico massacro dei diritti umani. Intanto all’Aquila ci si prepara al G8.

Siamo in campagna elettorale e, si sa, tutto è permesso. Purtroppo.
Mi sembra però che si stia andando oltre la decenza, un po’ ovunque e da quasi tutti. Organi d’informazione compresi, scritti e non, tradizionali e ultra moderni, pubblici e privati. Vien da pensare che si sia perso il senso del “bene comune” e stia abbondantemente prevalendo il “bene proprio”. Purtroppo anche la sinistra, quella di centro e quella estrema, non ne è esente. Nonostante gli appelli responsabili del capo dello Stato, che restano, spesso, una voce che “grida” nel deserto. Peccato. Comunque credo che il suo insistere, anche recentemente, sul nesso ineludibile tra la Resistenza e la Costituzione repubblicana, la chiarezza e il rigore con cui il Presidente ha argomentato le sue posizioni abbiano contribuito non poco a far maturare le recenti nuove convinzioni del premier scegliendo tra le affermazioni da mettere in evidenza e quelle da mettere in archivio (forse ancor più dei polemici, anche se giusti, inviti dell’on. Franceschini).
Ci sarebbe materia per uno e più numeri della nostra rivista, ma cercherò di limitarmi agli aspetti che, almeno a me, sembrano i più significativi, alcuni anche preoccupanti.
Il G8 a L’Aquila
Ho iniziato a scrivere queste righe partendo da L’Aquila, scelta con improvvisa mossa a sorpresa del grande “piazzista”, come sede del prossimo G8. Nemmeno i ministri, intervistati dai giornalisti mentre si recavano in pullman alla riunione del Consiglio in trasferta a L’Aquila, ne erano stati preventivamente informati (immediatamente dopo la parola del “Capo”, tutti entusiasti…). Lo stesso governatore della Sardegna ha dichiarato questa trovata un “fatto improvviso, importante e inopinato”.
Premetto: personalmente, non sono mai riuscito a capire l’utilità di questi grandi summit. Sicuramente portano un po’ di confusione nel luogo prescelto, forse qualche ritocco agli immobili storici e/o di prestigio, ma soprattutto sono sempre di più uno spreco gigantesco di soldi pubblici. Risultato “zero”, tondo tondo. Abolirli, credo sarebbe la vera dimostrazione di senso politico, umano ed economico, specie in tempo di crisi e di Skype.
Comunque, se G8 dev’esserci, speriamo sia fatto con dignità e rispetto della gente che soffre nelle tende. Soprattutto quindi, con grande grande sobrietà. Staremo a vedere; ma non ne sono per niente sicuro. Purtroppo la parola “sobrietà”, negli ambienti degli 8 o dei 20 cosiddetti GRANDI, è sinonimo di pauperismo, e quindi suona offensivo.
“Il G8 alla Maddalena sarebbe costato… abbiamo valutato oltre i 220 milioni di euro...” (in più oltre i 500 milioni di euro già spesi per avviare alcune opere faraoniche che chissà chi e come le utilizzerà. NdR.). Il nostro continua: “Il ministro dell’Interno Maroni e il sottosegretario alla presidenza Letta sanno che la caserma di Coppito può essere il luogo giusto per il G8”. Domanda: ma ci voleva il terremoto o era già prima il luogo giusto? E allora perché si sono spese tutte quelle centinaia di milioni di euro alla Maddalena? E perché solo ora il “risparmio” diventa un motivo per annullare decisioni, con lavori già avviati, e non lo era minimamente quando veniva chiesto dall’opposizione “l’election day”, proprio per risparmiare?
Ma la cronaca continua, e Berlusconi lo dice senza alcuna esitazione, ma con una rarissima faccia tosta. “Sì, è un luogo perfettamente idoneo… Possiamo accogliere qui tutti i capi di Stato, le delegazioni e i giornalisti”. Qualcuno della corte presidenziale annuisce, e altri fanno presente che questo posto potrebbe scongiurare il rischio della solita offensiva dei no global. “Non credo avrebbero la voglia, la faccia e il cuore di fare manifestazioni dure in una città così duramente toccata dal terremoto”. E con questa “pennellata d’artista diabolico” tocchiamo il fondo. Forse.
Sì, è chiaro, manifestare le proprie idee diventa un’offensiva. Nella concezione della democrazia del nostro governo non è previsto dissentire. En passant, faccio presente che a Firenze nel novembre 2002 non c’era stato alcun terremoto, eppure “la solita offensiva dei no global” ha saputo e potuto manifestare le proprie idee, anche diverse, senza alcun incidente, senza alcun oltraggio all’ordine pubblico.
Immigrazione: il massacro dei diritti umani
Un altro aspetto fondamentale della realtà sociale odierna, e non da oggi è quello degli immigrati.
Anche qui l’alleanza costituita da governo, maggioranza e mass-media ha fatto e sta facendo un autentico massacro dei diritti umani. Dalla gogna e dal disprezzo non si salvano più nemmeno i calciatori o altri immigrati di lusso. Basta essere nero, o anche appena appena “abbronzato”, che subito si diventa segno di disprezzo, razzismo, paura, stupida ironia e altro.
La Dichiarazione universale dei diritti umani, la nostra Costituzione, l’intelligenza e il buon senso comune vengono di norma messi da parte e ignorati. E la diabolica fantasia razzista e auto-giustizialista non ha più limiti: ronde cittadine, impronte digitali, classi separate a scuola, maggiori costi e difficoltà amministrative, legali, burocratiche di ogni genere, detenzione “cautelare” ingiusta, disumana e prolungata e che altro ancora in nome della sicurezza, del diritto, della difesa della patria “padana”, della salvaguardia dell’ordine...
Nella mentalità comune, ormai, tutti gli stranieri sono criminali, ladri, stupratori e via di seguito.
Purtroppo, non è solo colpa della Lega, di Bossi & Co. Anche gli organi di informazione devono fare ammenda e cambiare cultura e comportamento. Quando il colpevole, vero o presunto, di fatti criminali è straniero, il titolo della notizia mette in risalto la nazionalità; quando (e accade!) il criminale è italiano, allora si costruisce un titolo generico… e così, nell’immaginario collettivo (come si suol dire oggi) le idee balorde prendono corpo, e la paura e il disprezzo del “diverso” eliminano ogni germe di umanità che è in ciascuno di noi. Redattore sociale, Famiglia cristiana, Nigrizia, Emmaus, Cipsi e pochi altri hanno scelto di abolire dal loro vocabolario la parola “clandestino”, che sicuramente contribuisce a mantenere nella mente della gente qualcosa di illegale e di malvivenza.
Quando si vedono e si sentono parlare certi politici sia le loro parole, sia il modo con cui le pronunciano è davvero preoccupante. Non so voi, ma io non riesco a trovarvi alcuna umanità, alcuna considerazione vera, alcuna compassione sul dramma di questi fratelli che dopo aver vissuto la loro costosa e disumana “crociera” per fuggire dalla fame, dalla guerra, dalla miseria in cerca di una vita migliore, si trovano davanti il disprezzo, la rabbia, le ostilità, e nel migliore dei casi l’indifferenza. Quasi si trattasse di appestati. “In Italia non li vogliamo!”. Questo è il ritornello; questa la conclusione. Del resto i vecchi Cpt (Centri permanenza temporanea) sono diventati Cie (Centri di identificazione ed espulsione)!
E mi dispiace di non poter condividere un passaggio della pur apprezzabile lettera che il presidente della Camera Fini ha inviato al Comitato promotore della Campagna “Non avere paura” promossa da un numeroso gruppo di associazioni da tempo impegnate per la difesa dei diritti di tutti. Dopo aver espresso il suo “plauso per questa significativa iniziativa” e riconosciuto l’inequivocabile segno del valore e della rilevanza della Campagna, il presidente Fini scrive: “Le dinamiche migratorie del tempo recente hanno di certo posto sfide di grande complessità che la politica, le istituzioni e i cittadini devono saper raccogliere e gestire. I germi di pregiudizio e del sospetto verso l’altro, che si diffondono nella società e che sono spesso alimentati dall’ignoranza e dalla superficialità, costituiscono un allarmante e pericoloso sintomo che va combattuto con determinazione”. E fra gli antidoti efficaci a queste forme di ingiustificata diffidenza, Fini indica “la pratica del dialogo, la disponibilità al confronto e alla reciproca conoscenza tra persone di diversa cultura etnica e religiosa”.
A queste belle parole, purtroppo le istituzioni e la politica rispondono con le ronde, con l’aumento del periodo di detenzione nei Cie e con tutte le altre misure “votomiranti” di questo governo.
A leggere il rapporto dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) pubblicato il 22 aprile scorso su immigrati e minoranze, c’è di che rabbrividire e da vergognarsi. Un Rom su due si sente discriminato. Gli appartenenti a minoranze etniche sono doppiamente vittime: se subiscono una violenza, la rassegnazione per una situazione che “non cambia”, li porta a non denunciare il fatto.
Dal rapporto dell’Agenzia europea, emerge anche un fatto che mette in discussione pure noi, impegnati a difesa dei diritti degli ultimi: l’89% dei romeni e l’82% degli albanesi e dei nordafricani non conosce alcuna organizzazione che possa supportarli! (cfr. www.redattoresociale.it).
Mi fermo qui. Ma la realtà dell’immigrazione deve essere messa, con umanità e giustizia, solidarietà e rispetto, in testa a tutti i problemi della società di oggi. Le cause che originano i fatti illegali che accadono vengono prima di ogni misura di sicurezza da mettere in atto. E si riferiscono non solo ai problemi di casa nostra, ma ci obbligano ad affrontare la crisi globale che tutti ci coinvolge e ci chiama in causa. Capiamole bene queste cause ed eliminiamole con coraggio. Sarà tutto più sereno e tranquillo, qui da noi e nel mondo intero.
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