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Campagna Nobel Peace Prize for African Women

Parte la campagna lanciata da Dakar

Valeria Viola

Sono le donne, quelle semplici e feriali, che reggono l’Africa. Sono loro che ogni giorno riproducono, con il loro lavoro, il miracolo della sopravvivenza. Proprio per questo, loro, le piccole-grandi formiche africane, tutte insieme, meritano il Nobel per la pace.

Il Nobel è il premio più prestigioso che ci sia al mondo. Non ha bisogno di presentazioni. Chiunque ne riconosce il valore e rispetta le decisioni della commissione norvegese. Per questa ragione, Chiama l’Africa e il Cipsi hanno deciso di promuovere una campagna (www.noppaw.org). Diversa, originale, coraggiosa, che metta sotto i riflettori dell’informazione e dell’opinione pubblica il ruolo delle donne in Africa, affinché venga assegnato loro il Nobel per la pace. Diversa, originale e coraggiosa perché non vuole l’attribuzione del Nobel a una singola persona o a un’associazione, ma vuole assegnare un Nobel collettivo, per riconoscere a tutte loro questo ruolo imprescindibile. Si tratta di una proposta atipica, al fine di lanciare una campagna internazionale tendente a far conoscere il protagonismo delle donne africane. Anche per privilegiare nei rapporti di cooperazione proprio le donne e le loro organizzazioni.
La proposta nasce a partire dalla constatazione del ruolo crescente che le donne africane hanno acquistato nella vita quotidiana dell’Africa. Le donne sono protagoniste – non riconosciute quanto meritano - e trainano i settori della vita quotidiana e dell’attività politica e sociale. Sono le donne in Africa che reggono l’economia familiare nello svolgimento di quell’attività, soprattutto di economia informale, che permette ogni giorno, anche in situazioni di emergenza, il riprodursi del miracolo della sopravvivenza. Le donne da decenni sono protagoniste nel microcredito e nella microfinanza: dalle storiche tontine dell’Africa occidentale, fino alle forme più elaborate di microcredito in tutte le parti del continente. Ed è il microcredito che ha permesso la nascita e la crescita di migliaia di piccole imprese.
Le donne africane sono capaci di organizzazione nella gestione dell’economia: esistono in Africa centinaia di cooperative che mettono insieme donne impegnate nell’agricoltura, nel commercio, nella formazione, nella trasformazione di prodotti articoli (si pensi ad esempio al burro di Karité o ad altri prodotti agricoli trasformati per la commercializzazione). Le donne africane stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nel villaggio. Le donne in Africa stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella difesa della salute, soprattutto contro il virus dell’HIV e della malaria. Sono loro che svolgono spesso formazione sanitaria nei villaggi.
Sono gruppi organizzati di donne che stanno impegnandosi contro gli impedimenti anche tradizionali come l’infibulazione e la mutilazione genitale. Sono le donne africane, infine, che riescono a organizzarsi per lottare per la pace, e a mantenere la vita anche nelle situazioni più tragiche, in un impegno politico spesso capillare e non riconosciuto. E ciò molto spesso con il rischio di subire violenza e sopraffazione. L’Africa oggi può sperare nel proprio futuro soprattutto a partire dalle donne comuni, quelle che vivono nei villaggi o nelle grandi città, in situazioni spesso di emergenza da cui le donne che sono emerse, sia nella politica, sia nella cultura, sia nell’attività imprenditoriale, non sono che la punta dell’iceberg.
Durante una conferenza lo scorso febbraio a Roma, Elisa Kidané, poeta, ha affermato come siano in molti ad aspettare “sul greto del fiume di vedere passare il cadavere dell’Africa. Ma nonostante l’instabilità politica, i fallimenti dei modelli economici, le guerre e le carestie, il cadavere non è ancora passato. Il cadavere che attendono in molti non passerà, e questo grazie all’energia vitale delle sue donne che impediscono a questa terra che è nostra madre di soccombere. È questo il ruolo fondamentale delle donne, fare da deterrente alla deriva del continente, quindi non solo per il futuro, ma soprattutto per il presente, garanzia sicura del futuro. Senza l’oggi delle donne non ci sarebbe nessun futuro”.
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Laura Bottaro  - For african women |2011-05-15 21:19:46
Passi muliebri imprimono alla storia il senso profondo della vita, ne costituiscono l'essenza...senza i quali non esisterebbe futuro!!

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