Cleophas Adrien Dioma
La mia mamma racconta a tutti che sono sposato e che ho un figlio. Allora in giro incontro tutte le sue amiche che mi chiedono come sta mio figlio, se non ho portato delle foto. Per me è strana questa situazione. Il fatto di dovere dire, sì sta bene, le foto sono rimaste a casa, la prossima volta torniamo insieme. Anche se tanti vivono qui la mia stessa situazione, non sono sposati e non hanno figli, è comunque una situazione anormale. Per mia madre è ancora più difficile. Per com’è, per come vede la vita. Per il fatto che non accetta ancora oggi che io non sia sposato. Ho una mamma che ha un carattere forte. Forse anche troppo. Alessandro mi dice che è più dura di me. Credo che sia vero. Con il tempo peggiora. È sempre stata una donna sola, impegnata a fare le sue cose di testa sua. Dopo il divorzio con mio padre ha passato il tempo tra il lavoro, la voglia di carriera e l’idea di una famiglia che sia unita e vincente. Doveva dimostrare che da sola ce la poteva fare. Forse ci è riuscita. Il fatto che io sia in Europa, che le mie due sorelle lavorano (una, Judith è sposata con due figlie e l’altra separata con un figlio) è motivo di orgoglio per lei. La sola cosa che manca è Cleo che torna con la femme et les enfants. Passa il tempo a parlarmi degli amici che sono sposati con figli. Una maniera di dirmi datti da fare. Parlare di mia madre mi porta a parlare di come stanno le cose in Burkina. La maniera di vedere le cose. L’idea che si ha qui della vita. Il fatto che per essere ammesso nella società bisogna avere determinate cose. E soprattutto come vivono tutte queste cose i nostri genitori. Riproduciamo il meccanismo dell’iniziazione, poi del matrimonio prima di potersi sedere sotto l’albero a “palabre” e discutere delle cose del villaggio. E malgrado il fatto che io sia visto bene, che possa dare un’impressione di tranquillità anche economica, non toglie il fatto che comunque non sia sposato e dunque conti poco. Ce n’est pas responsable. Allora giro e dico a tutti “ca va, mon fils va bien, la prochiane fois je vous envoi le fotos”. E tutti sono contenti, mia madre e le altre. Tutto a posto. Adesso devo trovare il modo di fare un figlio che crescerà veloce per la prossima volta che verrò in Burkina.Powered by !JoomlaComment 4.0 beta1






