Tonio dell’Olio
Della crisi in atto in tutto il mondo si parla ogni giorno e a più riprese da tutti i canali massmediatici. Non c’è da stupirsi se la visione e la lettura più frequenti che ci vengono offerte è che si tratti unicamente di una crisi economica e finanziaria, di “una recessione senza precedenti”, di una debacle del sistema economico mondiale come non si conosceva dal 1929. A guardare invece più in profondità tra le pieghe, le cause e i riflessi della crisi, ci si rende subito conto che, se il dato economico è sicuramente quello più evidente, dobbiamo ammettere che siamo piuttosto di fronte ad una “crisi di sistema”. È tutta l’organizzazione, l’impostazione e l’orientamento della vita del mondo e dei suoi abitanti ad essere profondamente in crisi. Sono in crisi i valori stessi su cui si è voluto costruire l’ordine del mondo. Le scelte di fondo che sono state operate rivelano oggi tutte le loro crepe e non riescono più a generare nuovi anticorpi in grado di rimarginare le ferite, reagire al malessere, contrastare la malattia. Nella “crisi di sistema” che stiamo attraversando e che rischia di travolgerci, non sono l’economia e la finanza a poter lanciare la scialuppa di salvataggio, ma un’etica condivisa che ribalti i canoni su cui questo sistema è stato architettato. Al mito assoluto del profitto, è quanto mai vitale oggi rispondere con l’etica della condivisione delle risorse; alla centralità del totem del denaro bisogna sostituire il valore assoluto della vita umana; alla competizione rispondere con la cooperazione; all’egoismo variamente coniugato far prevalere le logiche della solidarietà. A questo punto dell’articolo, più di un lettore riterrà di trovarsi di fronte a un sermone esortativo. Eppure in questo tempo della crisi appare quanto mai urgente riuscire a riproporre e indicare, innanzitutto a se stessi e poi agli altri, le fondamenta con cui si vuole costruire un futuro che non assomigli al dolore di questo presente.Powered by !JoomlaComment 4.0 beta1






