Guido Barbera
Presto saremo chiamati di nuovo al voto. Per le nostre città. Per l’Europa. Prima di tutto, però, deve essere un voto per noi stessi, per i nostri figli. Dobbiamo ripartire da casa nostra, dalle nostre città, per ricostruire un mondo diverso. Un mondo vivibile, non un grande carcere. Un mondo fondato sulla convivenza, non sulla paura. La pace è il piacere di vivere insieme. Non il dovere di vivere insieme, ma il piacere! La felicità risiede nella qualità delle relazioni con le persone che ci circondano, da quanto ci sentiamo realizzati, riconosciuti e accettati, da quanto riusciamo ad amare e ad essere amati. E questa idea lega profondamente il diritto alla felicità con il principio della responsabilità verso gli altri. “Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e della libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica” (Art 29 Dich. Univers. Diritti Umani). “Amare il proprio paese non è odiare i paesi vicini. Un paese non è un grande paese perché è forte; un paese non è un grande paese perché è ricco; un paese non è un grande paese, se non quando è capace di molto amore” (R.Follereau).“Non c’è nulla che non possa essere cambiato da una consapevole e informata azione sociale, provvista di scopo e dotata di legittimità. Se la gente è informata e attiva e può comunicare da una parte all’altra del mondo; se l’impresa si assume le sue responsabilità sociali; se i media diventano i messaggeri piuttosto che il messaggio; se gli attori politici reagiscono al cinismo e ripristinano la fiducia nella democrazia; se la cultura viene ricostruita a partire dall’esperienza; se l’umanità avverte la solidarietà intergenerazionale vivendo in armonia con la natura; se ci avventuriamo nell’esplorazione del nostro io profondo, avendo fatto pace fra di noi; ebbene, se tutto ciò si verificherà, finché c’è ancora il tempo, grazie alle nostre decisioni informate, consapevoli e condivise, allora forse riusciremo finalmente a vivere e a lasciar vivere, ad amare ed essere amati” (Manuel Castells - Volgere di millennio).
Insieme, tutti insieme, facciamo nostro l’appello degli Enti locali per la Pace ed impegniamoci a chiedere e a votare alle prossime elezioni:
Sindaci garanti del dialogo, che lavorino per unire. Custodi del dibattito politico e della libertà di espressione di tutti.
Assessori al Bilancio come assessori alla Finanza etica, capaci di una gestione etica delle poche risorse e di distribuirle in modo equilibrato ed attento.
Assessori all’Urbanistica come assessori alla partecipazione e all’ambiente, capaci di individuare come priorità l’interesse generale della Città, dei cittadini, e non le pur legittime richieste del mercato immobiliare, a partire da quello abitativo.
Assessori ai Lavori pubblici come assessori alla bellezza e all’aggregazione, capaci di garantire la cura del paese, la sistemazione del centro storico, la realizzazione di nuove piazze, di parchi, scuole o edifici comunali.
Assessori all’Ambiente come assessori al pianeta che lasciamo ai nostri figli, capaci di promuovere nuove politiche che mettano al centro temi come le ecomafie, l’abusivismo, la bio-diversità, il dissesto idrogeologico, il sostegno all’agricoltura biologica e alle imprese attive nel settore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, la gestione trasparente dei rifiuti, la raccolta differenziata, il riciclo e il recupero dei materiali, i cambiamenti climatici e gli inquinamenti, da quello atmosferico a quello elettromagnetico.
Assessori ai Servizi sociali come assessori all’emancipazione capaci di riconoscere i diritti fondamentali delle persone, tra cui il diritto a un’assistenza pubblica, efficace ed accogliente, a una sanità pubblica, funzionale alla protezione dei deboli.
Assessori alle politiche Giovanili come assessori al presente capaci di chiedere ai giovani di aiutare la Città a crescere nella democrazia, nella giustizia, nella ricerca della pace e dei diritti umani, facendoli sentire davvero partecipi della vita della propria città.
Assessori alle pari opportunità come assessori al superamento di ogni discriminazione, capaci di non far più sentire nessuna o nessuno esclusa/o dalla comunità dotandoli di tutti quegli strumenti che ne favoriscano la partecipazione alle scelte della città.
Assessori alla Cultura come assessori alla conoscenza dell’altro, capaci di far crescere la cultura nella Città per far crescere la consapevolezza dell’identità dei cittadini, della storia del paese e delle sue origini. Abbiamo un bisogno disperato di identità e l’identità riscoperta trova la sua vera essenza nel rapporto con le altre identità. Nella convivenza con le altre identità. Nella convivialità tra le differenti identità.
Assessori alla Pubblica istruzione come assessori alla speranza nel futuro, capaci di parlare ai ragazzi della violenza, del bullismo, del razzismo, della tentazione di dominare l’altro. Capaci di aiutare gli insegnanti ad affrontare questi temi con i ragazzi, di sostenerli con progetti mirati, visite, testimonianze.
Assessori alla Protezione civile come assessori al superamento della paura, che credono nella socialità. Che pensano che la vera sicurezza non vada cercata dentro le case, ma fuori dalle case. Il migliore sistema di allarme è il mio vicino, e io sono il migliore sistema di allarme per lui: questo riduce le paure, crea fiducia reciproca, questa è la strada da percorrere, insieme ad un’efficace azione di controllo del territorio.
Assessori al Turismo e alle Attività economiche come assessori alla Responsabilità sociale delle imprese, capaci di comunicare una cultura positiva dell’accoglienza, con immagini e idee positive delle diverse opportunità, offerte, senza modelli negativi, per quanto questi possano essere funzionali a facili guadagni.
Assessori allo Sport e al Tempo libero come assessori alla Competizione positiva, capaci di insegnare ai giovani a comunicare, a manifestare le proprie emozioni e la propria personalità, a gestire le frustrazioni e a favorire la capacità di relazionarsi, attraverso momenti per vivere più serenamente insieme, per offrire opportunità di aggregazione e promuovere la cultura della prevenzione e della promozione alla salute.
Assessori alla Pace e ai Diritti umani come assessori all’attuazione del programma. Se tutti gli assessori ispirassero il proprio lavoro al tema della pace, si potrebbe concludere che un assessorato specifico non sia necessario. Invece sì. È l’assessorato per eccellenza. L’assessorato della coerenza e del rispetto alla vita.
Sto forse sognando un altro paese? No! È l’Italia che possiamo costruire insieme. Il nostro paese. Dove è ancora bello vivere liberamente, senza paure, obblighi, divieti. Semplicemente da italiani!
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