L’aeroporto ripulito e messo a nuovo. Le guardie d’onore pronte a scattare sull’attenti all’atterraggio della aereo papale. Le forze di sicurezza schierate ad evitare qualsiasi forma di attentato. La porta che si apre. Il papa che scende. Le strette di mano. L’incontro con il Presidente. Questa volta è stato il turno di Paul Bya, 76 anni, al potere ininterrottamente dal 1982. Un dittatore che ha instaurato nel paese una sorta di dinastia personale, alla faccia della democrazia. I discorsi, dove tutti stanno attenti a cogliere una frase, un’espressione con cui aprire l’articolo di giornale o il servizio televisivo. Poi il viaggio, con il corteo papale verso la città. La gente che saluta per strada. Tutto secondo copione. Anche le strade e tutti i luoghi che toccherà l’illustre ospite sono stati ripuliti, messi in ordine.
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Lunedì 30 Marzo 2009 16:27
DarFur: mandato di arresto per il presidente del Sudan
Giancarla Codrignani
Un altro rapimento. Non è la prima volta che le Ong, laiche o religiose, vengono colpite da ritorsioni: spesso finisce bene, anche se le vittime debbono subire situazioni di rischio. Tuttavia in Sudan non si tratta di un caso come altri, anche se l’emozione per il coinvolgimento italiano non ha riaperto il circo mediatico del giornalismo allarmistico. Chissà perché.
La crisi economico-finanziaria sta dimostrando che non riusciamo a comprendere la generalizzazione che, per ogni problema, domina nella modernità globalizzata: neppure i governi arrivano ad evitare le operazioni autoreferenziali che rivelano insieme egoismo e insipienza.
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Lunedì 30 Marzo 2009 14:54