Il priore di Bose, Enzo Bianchi, in un articolo apparso qualche tempo fa sul quotidiano “La Stampa”, definisce con queste parole i tempi che siamo chiamati a vivere: “Giorni cattivi”.
Un’immagine che viene dalla Bibbia per indicare “tempi privi di una parola da parte di Dio, da parte dei suoi profeti e quindi anche privi di parole umane sincere, vere, autentiche”. Enzo Bianchi si riferisce in particolare a ciò che è avvenuto durante la vicenda di Eluana Englaro, ma anche ad altri segni di barbarie che ci consegna questa amara stagione. E specifica. “Leggi che chiedono ai medici di segnalare alle forze dell’ordine la presenza di clandestini che necessitano di cure mediche, vanificando così il diritto alla salute riconosciuto a qualunque essere umano; episodi ormai ricorrenti di giovani e ragazzi che danno fuoco a immigrati o a mendicanti; senzatetto di cui si prevede la schedatura mentre li si lascia morire di freddo; esercizio della violenza in branco verso donne o disabili...”. Per parte sua, Padre Alex Zanotelli scrive: “Quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi, quello che viene deciso dal Parlamento in nostro nome, è semplicemente immorale e incostituzionale. Cito solo tre esempi del ‘Pacchetto sicurezza’: il ‘clandestino’ diventa uguale a criminale; il medico può segnalare il ‘clandestino’ malato alla polizia; la madre ‘clandestina’ non può fare un atto civile, come quello di riconoscere il proprio figlio alla nascita. Se queste diventassero leggi, saremmo tutti chiamati alla disobbedienza civile, perché leggi immorali e incostituzionali”. Poi, a condire tutto di un sapore di ulteriore intolleranza, arriveranno anche le ronde. Quasi che la sensazione di insicurezza provocata molto spesso ad arte da parte di politici e mass media che hanno interesse a intorbidire le acque per acquisire consensi, si potesse placare in una sorta di “giustizia fai da te”, foriera di ulteriore violenza e di ulteriore insicurezza.
La filosofia è semplice: basta con certo buonismo tipicamente cattolico. Con i criminali – e gli immigrati clandestini sono i primi criminali - bisogna essere “cattivi”. Duri e puri. E non poteva che essere così. Gianfranco Miglio, uno dei padri ideologici della Lega Nord, lo diceva bene già diversi anni fa, quando affermava che bisognava finirla di inseguire e di proteggere quella che lui definiva “la poveraglia”. Niente da dire: ancora una volta il discepolo supera il maestro.
Forse non dobbiamo aspettarci altro da un governo nato sulla spinta di una campagna elettorale tutta impostata sulla paura degli altri e sulla sicurezza intesa come chiusura verso ogni diversità. Ciò che però fa più impressione è il silenzio o, almeno l’afonia della politica. Sembra che di fronte a queste aberrazioni gli unici capaci di parlare siano gli uomini e i giornali della chiesa. Enzo Bianchi, appunto, Padre Alex e “Famiglia Cristiana”, che in un editoriale di qualche settimana fa ha lanciato l’allarme contro un insorgente razzismo anche nel nostro paese.
A noi pare sia arrivato il tempo di un forte ripensamento del nostro vivere insieme. Un ripensamento che riparta dai grandi valori condivisi su cui, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, è nata la nostra costituzione. Facendo appello non alle paure, ma alla bellezza e all’unicità del dialogo e dell’incontro. Per tentare di ricostruire le basi di una convivenza umana basata sulla reciproca fiducia. Se così non fosse, non resterebbe che la disobbedienza civile da parte di chi crede che non si può costruire una società vivibile sull’assioma classico, ma foriero di guerra, dell’“homo homini lupus”. Forse, in questo contesto, anche la crisi economica che stiamo vivendo, può rappresentare una grande opportunità. Se sapremo uscirne insieme, riannodando i fili della solidarietà e del dialogo. Accogliendoci reciprocamente. Rispettandoci nelle nostre diversità: riconoscendo i diritti e i doveri di tutti. Nessuno escluso: Anche i clandestini. Anche i Rom. Allora forse, riprendendo il ragionamento di Enzo Bianchi, Dio e i profeti torneranno a parlare e finalmente potremo ascoltare anche in questa nostra società così malata, parole umane autentiche, vere e sincere. E i giorni termineranno di essere “cattivi”.






