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Giorni cattivi

Il priore di Bose, Enzo Bianchi, in un articolo apparso qualche tempo fa sul quotidiano “La Stampa”, definisce con queste parole i tempi che siamo chiamati a vivere: “Giorni cattivi”.

Un’immagine che viene dalla Bibbia per indicare “tempi privi di una parola da parte di Dio, da parte dei suoi profeti e quindi anche privi di parole umane sincere, vere, autentiche”. Enzo Bianchi si riferisce in particolare a ciò che è avvenuto durante la vicenda di Eluana Englaro, ma anche ad altri segni di barbarie che ci consegna questa amara stagione. E specifica.
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Nel lager di Lampedusa

Nel centro di identificazione ed espulsione

Rosita Ferrato

Costretti a vivere nel degrado più totale. Maltrattati, insultati, picchiati. I malati non sono curati. L’isola si ribella, ma il governo persiste.

Lampedusa - “Si gira per il cortile tutto il giorno, qui non c’è nient’altro da fare”. Amed ha solo 22 anni, ma ne dimostra tanti tanti di più.
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Mancavano solo le ronde

Il decreto Sicurezza

Aly Baba Faye *

Un’operazione mediatica per dire che il governo c’è. Intanto le forze dell’ordine sono sotto organico, con i fondi tagliati. Preoccupazione per il razzismo montante.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che contiene “Misure urgenti in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale”.
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Sicuri da chi?

Approfondimento legislativo

Alessia Montuori*

Continuano le leggi restrittive contro gli immigrati. Il ministro Maroni ha teorizzato la cattiveria come approccio all’immigrazione clandestina. Il paese, con le sue leggi, sprofonda nel buio e nell’intolleranza.

Era almeno dai primi anni Novanta che alcuni partiti, sempre sconfitti, provavano ad inserire nell’ordinamento giuridico italiano il reato di immigrazione clandestina: ora anche l’Italia, come altri “civili” paesi europei, si è dotata di questo strumento, grazie al peso della Lega Nord, il partito più xenofobo della compagine governativa, e all’assenza di una pur moderata opposizione, con il prezioso (per Berlusconi) condimento del benevolo sguardo delle gerarchie vaticane.
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