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Da che parte sta la verità?

Guido Barbera

Da che parte sta la verità? Stiamo costruendo un mondo fasullo! Un mondo dove giornalmente, tutti, dal piccolo all’adulto, dall’individuo alla società, dall’operaio al politico, cerchiamo di costruire la “nostra verità”. La nostra lettura dei fatti e della vita. La nostra tesi per difendere il nostro interesse, la nostra posizione, il nostro potere… Una verità fasulla, egoista, che ci porta sempre più verso l’individualismo. Una verità che non sa più, non può, costruire “civis” e “polis”. Una verità che divide, che frantuma le relazioni tra le persone, che sgretola le famiglie, che ci isola nei nostri aridi interessi, che costruisce tensioni, alza barriere sempre più insormontabili tra pochi eletti e tanti condannati, che moltiplica conflitti e guerre.
Anche la nostra cooperazione, in questo contesto, è diventata fasulla. Non è possibile una cooperazione tra soggetti che sviluppano proprie verità, propri obiettivi, propri interessi. Non è sufficiente pensare o parlare di co-operare, di operare insieme, se non si riparte dalle origini, dai valori essenziali, da elementi ed obiettivi comuni. Dobbiamo cambiare strategia: non più solo co-operare, ma ancora prima, costruire il ben-vivere e lo stare bene insieme, tutti insieme. In assenza, continueremo a costruire un mondo fasullo, prendendoci in giro l’uno con l’altro, dove il più forte – il potere – sarà il solo ed unico elemento vincente.
La verità non sta dalla parte del fasullo.
Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno ancora essere uccisi prima che qualcuno decida di dire la verità e di fermare i massacri? Ogni violenza, ogni umiliazione della dignità umana, ogni sofferenza quotidiana di una persona, ogni violazione dei fondamentali diritti umani, è una verità negata. Fasullo è il silenzio, fasulla è l’assenza irresponsabile delle istituzioni internazionali e dei governi. La verità è quasi sempre nascosta nel silenzio, nella sofferenza di tutti coloro che non possono e non potranno mai essere protagonisti.
Da che parte sta la verità quando si continua a parlare e proclamare la pace, mentre non ci accorgiamo che la neghiamo quotidianamente con le scelte violente, sia nostre che dei nostri governi? Di che verità parliamo, quando si continua a celebrare il Natale, la festa della vita, senza alzare la voce contro il massacro dei bimbi palestinesi, vera strage degli innocenti? Di che verità parliamo in un tempo come il Natale, come la Giornata mondiale della Pace, senza che le “urla silenziose” della sofferenza umana, dei palestinesi e di tanti altri popoli (dai congolesi ai ceceni, dai sudanesi ai somali…), non vengono a disturbare le nostre coscienze addormentate di cristiani e di persone pseudo-civili dell’occidente? Ci rendiamo conto che gran parte di questa violenza, sofferenza, miseria, è dovuta alla verità fasulla dei nostri governi e delle nostre coscienze? Un esempio incredibile lo abbiamo avuto poco prima di Natale nell’annuncio fatto dal nostro ministro degli Esteri Frattini: Africom, il supremo comando americano per le truppe di terra e di mare per l’Africa, troverà posto a Napoli e a Vicenza. Come ultima chance gli americani hanno pensato di trovarla nel paese più vicino all’Africa, la Spagna ed esattamente a Rota (Cadice), ma Zapatero si è opposto. Non rimaneva che l’Italia! Ed il governo Berlusconi è stato ben felice di dare il benvenuto ad Africom a Vicenza e a Napoli. Il ministro Frattini ha detto che la scelta del governo è stata presa dopo aver informato i paesi africani che hanno espresso grande supporto per questa decisione! Strana democrazia quella del governo Berlusconi che tiene nascosta una tale decisione al Parlamento italiano e consulta invece i governi africani! Il nostro governo, dando il suo consenso a Washington, contribuisce alla nuova operazione di stampo coloniale mirante al controllo delle aree strategiche dell’Africa. In quali sedi e con quali procedure è stata presa questa decisione di grande importanza strategica? Perché il Parlamento italiano non è stato informato e non c’è stato nessun dibattito parlamentare?
Ci dicono che l’Africa fa parte delle priorità della cooperazione italiana ed europea! C’è da chiedersi se Africom fa parte di questa verità… Dopo che la legge finanziaria ha tolto alla cooperazione oltre il 56% del budget previsto nella manovra 2008, riducendo il budget a circa 320 milioni di euro, un altro aiuto particolare è arrivato dal decreto legge sui rifinanziamenti agli impegni all’estero, varato dal nostro governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ad inizio gennaio. Dalle voci di spesa spariscono completamente gli oltre cento milioni di euro che, nel decreto legge scorso, garantivano fondi alle attività di cooperazione civile. Tutto adesso passa in mano ai militari. Cerchiamo di mantenere libera e nostra, almeno la verità!
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