Che fare per risparmiare l’acqua?
Rosario Lembo *
Ma cosa possiamo fare noi di fronte agli scenari descritti? Abbiamo la possibilità, come singoli cittadini, ma anche come collettività e come istituzioni, di mettere in campo buone pratiche, comportamenti virtuosi a difesa dell’acqua bene comune e diritto di tutti?La promozione di una nuova cultura dell’acqua, basata sulle proposte messe a fuoco dai Movimenti per l’acqua durante i Forum alternativi, associa proprio la diffusione di buone pratiche da parte dei singoli cittadini alla spinta verso l’assunzione di responsabilità da parte della classe politica e delle istituzioni. Un insieme di comportamenti e sollecitazioni che, come tante piccole gocce messe insieme, possono determinare cambiamenti concreti ed incidere sugli usi singoli e collettivi del bene acqua.
Cosa possiamo fare noi come singoli cittadini
Qui di seguito, riportiamo un inventario di buone pratiche che costituiscono un patrimonio comune. Piccoli gesti quotidiani, abitudini da acquisire nella vita di tutti i giorni per contribuire a risparmiare l’acqua, a non sprecarla e non inquinarla, a renderla un bene comune.
PER RISPARMIARE ACQUA
Igiene personale e usi domestici
- In casa: applicare dei frangitetto a tutti i rubinetti è un’operazione semplice ed economica. Il frangitetto è un miscelatore che aggiunge aria al flusso d’acqua creando un getto più leggero che consente di risparmiare fino al 40% di acqua erogata.- In bagno: quando ci laviamo mani e denti o ci rasiamo la barba possiamo evitare di fa scorrere acqua inutilmente. Si possono risparmiare fino a 2.500 litri d’acqua l’anno a persona, lasciandola scorrere solo per il tempo necessario!
- Facciamo la doccia invece del bagno: possiamo risparmiare fino al 70% d’acqua. Un bagno, infatti richiede oltre 150 litri d’acqua, mentre per una doccia ne bastano in media 40-50. E ricordiamoci di chiudere il rubinetto mentre ci insaponiamo!
- Evitiamo di usare detersivi o saponi in quantità sovrabbondanti e scegliamo quelli biodegradabili (il sapone di Marsiglia è efficacissimo anche in lavatrice).
- In cucina: Quando laviamo i piatti a mano, usiamo acqua corrente solo per il risciacquo e insaponiamo raccogliendo acqua in un contenitore (va bene anche l’acqua di cottura della pasta).
- Per lavare verdure e frutta, lasciamole in ammollo dentro una bacinella, senza far scorrere su di esse troppa acqua.
- L’acqua calda fatica spesso ad arrivare. Adottiamo accorgimenti di isolamento delle condutture per ridurre lo spreco dell’attesa.
PER NON SPRECARE ACQUA
Lavabiancheria e lavastoviglie
- Utilizziamo gli elettrodomestici solo a pieno carico: risparmieremo fino a 10.000 litri d’acqua l’anno. Cerchiamo inoltre di evitare le ore di punta per l’utilizzo degli elettrodomestici.- Fra i diversi modelli in commercio, scegliamo quelli dotati di programmi di riduzione dei consumi di acqua ed energia. Scegliamo il “ciclo economico” per la lavastoviglie e usiamo programmi a “basse temperature” per lavare i panni.
I servizi igienici
- Il nostro wc (sciacquone) costituisce la fonte di maggior consumo d’acqua potabile in casa (circa il 20-30%). Ogni volta che lo azioniamo se ne vanno circa 10 litri d’acqua. Adottiamo quindi “scarichi intelligenti”, quelli differenziati o quelli a pulsante, il cui flusso si può interrompere. Se lo sciacquone è di vecchio tipo, si può regolare il galleggiante, inserendo nella cassetta dello scarico un mattone o una bottiglia piena d’acqua.Controllo delle perdite
- Una corretta manutenzione di rubinetti e water puo’ far risparmiare tanta acqua potabile altrimenti dispersa. Controlliamoli! Piccoli interventi di manutenzione ordinaria degli impianti possono consentire utili risparmi.Ricicliamo l’acqua
- L’acqua della bollitura della pasta è un ottimo sgrassante per i piatti.- Raccogliamo in una bacinella l’acqua che facciamo scorrere in attesa che diventi calda. Possiamo usarla per innaffiare le piante o lavare i pavimenti…
- Raccogliamo, se possibile, l’acqua piovana con dei contenitori e usiamola per innaffiare piante o giardini.
Il giardino
- Il momento migliore per innaffiarlo è la sera, dopo il calar del sole, perché di pomeriggio la terra è ancora calda e rende a far evaporare l’acqua. Scegliamo sistemi di irrigazione a micropioggia programmabili, che possono funzionare anche di notte quando i consumi sono più bassi. Riutilizziamo acqua già usata per lavare o acqua piovana per le piccole annaffiature.Il lavaggio dell’auto
- Utilizziamo sempre un secchio pieno, invece della pompa: risparmieremo circa 130 litri d’acqua potabile ad ogni lavaggio.- Se ci rechiamo in un autolavaggio, scegliamo quelli dotati di impianti di depurazione e/o riciclo delle acque.
PER NON INQUINARE ACQUA
Sicuramente, il livello maggiore d’inquinamento dell’acqua non è causato da usi domestici, ma da attività industriali, agricoltura intensiva, usi energetici. Piccoli accorgimenti quotidiani possono però dare il loro importante contributo. Ad esempio, è importante prestare attenzione alla quantità di detersivi e detergenti utilizzati nelle nostre case.
- Limitiamo l’uso di prodotti chimici per l’igiene.
- Utilizziamo detersivi “ecologici” per le pulizie.
- Riduciamo la quantità di detersivi.
- Segnaliamo alle autorità competenti eventuali scarichi irregolari o altri abusi ambientali di cui siamo a conoscenza.
- Non gettiamo farmaci, solventi, olii nel lavandino e nel water. Un litro d’olio rende imbevibili un milione di litri d’acqua!
Beviamo acqua del rubinetto!
Privilegiamo l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia! Molto spesso l’acqua del rubinetto proviene dalle stesse sorgenti sfruttate dalle aziende dell’acqua minerale, ma costa dalle 500 alle 1000 volte in meno. L’acqua del rubinetto offre maggiori garanzie di qualità e sicurezza: i controlli hanno frequenza giornaliera o settimanale nei piccoli centri. L’acqua del rubinetto ha inoltre un minore peso ecologico, non richiede imballaggio e di conseguenza non comporta produzione di rifiuti.
Non chiedere e pretendere a casa o nei luoghi pubblici di poter bere acqua di rubinetto potabile, sana e sicura, costituisce una sconfitta che mette a serio rischio i diritti e doveri di cittadinanza e di accesso per tutti ai beni pubblici.
COSA POSSONO FARE E ISTITUZIONI
Il Comitato italiano per un contratto mondiale sull’acqua ha lanciato diverse campagne finalizzate a perseguire alcuni obiettivi strategici lanciati dal Manifesto per un governo pubblico dell’acqua (2005), che devono essere conseguiti in Italia entro un arco temporale di breve periodo (2008-2010).
Riduzione almeno del 40% delle perdite in irrigazione legate al metodo di “polverizzazione”. L’irrigazione è uno dei settori che preleva le percentuali d’acqua dolce più elevate e l’agricoltura costituisce il settore di maggior consumo della risorsa idrica. Esistono tecniche e pratiche alternative per evitare che, dei 686 metri cubi d’acqua assorbiti da usi agricoli, ne venga sprecato il 40% per evapotraspirazione.
Portare a 12-15% i livelli di perdita delle reti di distribuzione che in Italia continuano a superare il 30-35%. La creazione di “comitati di vigilanza” a livello di ambiti territoriali ha portato al coinvolgimento dei cittadini rispetto alla gestione responsabile delle risorse. Azioni di partenariato e collaborazione tra aziende di gestione degli acquedotti e comitati territoriali hanno prodotto in alcuni casi risultati significativi rispetto a politiche di riduzione delle perdite e valorizzazione dell’acqua del rubinetto. Ma, nel complesso, Stato ed enti locali non si sono finora validamente impegnati per adottare politiche e investimenti per ridurre progressivamente le perdite, sia a livello di acquedotti che di consumi idrici.
Effettuare un censimento generale dei pozzi. Si stima che in Italia vi siano circa 1,5 milioni di pozzi, che prendono acqua da dove vogliono senza controlli. È necessario porre fine a questa situazione di illegalità. Le competenze dei censimenti sono passate alle regioni, ma sono ancora poche quelle che hanno fatto proprio questo obbligo. Così come sono poche le province che hanno realizzato il catasto delle risorse idriche per uso industriale e produttivo.
Re-inventare la prassi della raccolta di acqua piovana. È possibile prevedere a livello di regolamenti edilizi, soprattutto nelle nuove costruzioni, la realizzazione di impianti duali, cioè sistemi differenziati per la raccolta e lo sfruttamento di acqua piovana per usi non alimentari. Questa potrebbe essere utilizzata in ambito domestico per soddisfare oltre la metà del fabbisogno giornaliero. Si stima che un impianto per lo sfruttamento di acqua piovana applicato ad una villetta unifamiliare, avrebbe un costo non elevato di circa 2.500 euro, che consentirebbe un risparmio notevole sia i termini di consumi che di bolletta. (
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(*) Rosario Lembo, Segretario generale del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale dell’Acqua, è autore del volume “Fatti d’acqua. Buone pratiche individuali e collettive”, 2007.





