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Il Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua

I soggetti attivi

Paolo Carsetti

In Italia l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società.
Da diversi anni, infatti, sono attive nei territori decine di vertenze aperte da cittadini, lavoratori ed anche Amministratori locali che sono portatrici di un’esigenza comune e condivisa, cioè la necessità di una svolta radicale rispetto alle politiche liberiste che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione. Provocando dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia.
Nel luglio 2005, queste diverse realtà sociali hanno deciso di ritrovarsi per rendere più incisive le reciproche lotte in difesa dell’acqua come bene comune. È apparso a tutti chiaro come fosse decisivo far diventare l’acqua una vertenza nazionale, comunemente condivisa e costruita in forma partecipata. Ѐ nato così il primo Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, che si è tenuto a Roma dal 10 al 12 marzo 2006. Durante questo appuntamento più di seicento partecipanti, rappresentanti di reti associative e sindacali nazionali, e di realtà territoriali di movimento si sono confrontati, hanno approfondito le analisi, hanno messo in comune saperi e pratiche di mobilitazione. Soprattutto hanno condiviso la necessità di cambiare radicalmente il quadro normativo esistente, attraverso una proposta di legge d’iniziativa popolare i cui obiettivi sono: la tutela della risorsa e della sua qualità, la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e la gestione dello stesso mediante strumenti di democrazia partecipativa.
Il testo, che porta come titolo “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico”, è stato sottoposto alla discussione collettiva e definitivamente approvato nell’assemblea nazionale del 7 ottobre 2006 a Firenze; per i primi sei mesi del 2007 è stato al centro di una campagna nazionale di raccolta firme in tutto il paese.
Sull’onda di tale straordinaria raccolta firme (406.626) in ogni angolo del paese sono fiorite iniziative sul tema dell’acqua e sono sorti nuovi comitati, si sono attivate nuove energie. Ad oggi al Forum Italiano aderiscono oltre 80 reti nazionali, più di 1.000 realtà territoriali e centinaia di Enti locali. In questo modo si è messo in moto un circolo virtuoso. È stato coinvolto il mondo del teatro, quello della musica e così diversi artisti, divenuti gli “Artisti per l’Acqua”, hanno voluto dare il proprio contributo a questa battaglia di civiltà.
Nello stesso tempo il Forum è stato in grado, grazie ad un proficuo e continuo collegamento con le forze politiche della Sinistra allora presenti in parlamento, di bloccare il ddl Lanzillotta sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali e soprattutto di far approvare la moratoria sugli affidamenti ai privati, valida fino all’1 dicembre 2008. Attualmente la legge è assegnata alla Commissione ambiente della Camera dei deputati in sede referente e attende di essere discussa.
A livello internazionale si è contribuito a costruire la Rete europea per l’Acqua Pubblica, che ha visto il suo atto di nascita nel recente Forum sociale europeo di Malmoë, in Svezia. E sarà presente ai prossimi appuntamenti internazionali.
A distanza di due anni e mezzo dal primo Forum, il 22 e 23 novembre 2008 ad Aprilia si è svolto il secondo Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua, che è stato una nuova occasione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua e dei beni comuni affinché si raggiungessero i seguenti obiettivi:
1) la costruzione di una piattaforma generale sull’intero ciclo dell’acqua;
2) il rilancio delle mobilitazioni territoriali su tutto il territorio nazionale;
3) il rilancio di una forte vertenza nazionale, che parta dalla richiesta di abrogazione dell’art. 23 bis della legge n. 133/08, passi per una moltiplicazione degli Enti locali che deliberino che il servizio idrico integrato è un “servizio privo di rilevanza economica”, per finire con iniziative che aprano la strada all’approvazione della legge d’iniziativa popolare;
4) l’apertura e la connessione con altre esperienze di lotta e di mobilitazione sui beni comuni.
Il preludio a questo appuntamento è stata l’assemblea del 21 novembre tenutasi a Roma a cui hanno partecipato decine di Amministratori locali in rappresentanza di comuni e province. In quest’occasione si è formalmente dato vita al Coordinamento nazionale degli Enti locali per l’Acqua pubblica, che sarà un ulteriore strumento utile per opporsi alla privatizzazione.
La grande partecipazione, la qualità e la ricchezza dei seminari e dei dibattiti, il clima generale fra i partecipanti segnalano una grande maturità del movimento e delle realtà che sono in campo contro la privatizzazione dell’acqua.
È importante sottolineare che questo percorso ha avuto un denominatore comune: il fatto di riconoscere il Forum come lo spazio pubblico in cui esprimere le proprie idee, riconoscendoci reciprocamente come parte del medesimo percorso. ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) •
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