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L’acqua pubblica di Parigi

Cosa succede in Europa?

Francesca Tacchia

Una scelta importante per offrire un servizio più semplice ed efficiente ai cittadini. La purificazione, la distribuzione e l’acquedotto: tutto diventa pubblico.

L’acqua di Parigi torna ad essere pubblica. Lo ha deciso il comune della capitale francese che, lo scorso 24 novembre 2008, ha votato per la ripubblicizzazione del servizio idrico, dopo 25 anni di gestione privata da parte di Veolia e Suez, due tra le più grandi multinazionali dell’acqua nel mondo.
L’intenzione dell’amministrazione parigina di tornare alla gestione completamente pubblica dell’acqua entro la fine del 2009, è confermata da Anne Le Strat, presidentessa dell’azienda pubblica Eau de Paris e assessora della giunta del municipio di Parigi con delega alla “ripubblicizzazione del servizio idrico”. Una promessa mantenuta da parte del sindaco Bertrand Delanoë che, in seguito alla sua rielezione nel marzo del 2008, aveva annunciato la sua intenzione di proseguire con la rimunicipalizzazione dell’acqua e che ora si impegna a non aumentare il prezzo del metro cubo fino alla fine del suo mandato nel 2014.
Dal 1° gennaio 2010, dunque, un ente di diritto pubblico nel cui comitato di gestione siederanno anche i rappresentanti dei lavoratori e degli utenti, gestirà l’intero ciclo dell’acqua della capitale francese.
La città controllerà “tutta la sequenza”, dalla produzione (purificazione) alla distribuzione, con il compito di chiarire le diverse responsabilità e offrire un servizio più semplice ed efficiente ai cittadini. Per Anne Le Strat, la decisione è “emblematica” e mira ad “offrire ai parigini un’acqua migliore a un miglior prezzo”. Una scelta importante anche a livello economico: si calcola infatti che con la municipalizzazione del servizio idrico il comune di Parigi risparmierà circa 30 milioni di euro l’anno. Una cifra che non verrà redistribuita tra gli utenti, ma sarà reinvestita per il miglioramento del servizio. In aggiunta a ciò, il comune di Parigi ha espresso l’intenzione di studiare tariffe preferenziali e più basse per le famiglie in difficoltà, per evitare che vengano loro chiusi i rubinetti in caso di inadempienza nei pagamenti.
Una decisione storica che costituisce un segnale importante per tutti coloro che portano avanti la battaglia a favore dell’acqua pubblica e per il riconoscimento della risorsa idrica come bene comune e diritto umano universale.
UN PO’ DI STORIA
L’acqua di Parigi venne privatizzata nel 1985 con il sindaco di allora, Chirac, che affidò la distribuzione dell’acqua potabile parigina alle multinazionali Suez e Veolia. I due colossi della distribuzione si divisero la città: Veolia per la rive droite, Suez per la rive gauche. Il comune di Parigi aveva comunque conservato una presenza, pari al 70%, nella società di produzione dell’acqua, Eau de Paris. Nel 2003, il Consiglio comunale accettò di rinegoziare i contratti con le due aziende per la produzione e la fornitura di acqua potabile. Ma la revisione del lavoro svolto fino a quel momento da Suez e Veolia si dimostrò disastrosa e spinse il sindaco Bertrand Delanoë a modificare i contratti con le due multinazionali.
E nel 2009, alla scadenza degli affidamenti, l’amministrazione toglierà la gestione ai due colossi. Infatti, come accade anche in Italia la gestione privata ha avuto come conseguenze una serie di effetti collaterali: abusi, prezzi “gonfiati”, casi clamorosi di corruzione che hanno coinvolto Suez e Veolia in diverse parti del mondo e, di contro, nessun miglioramento significativo per quanto concerne la qualità dei servizi forniti ai cittadini.
La città di Parigi creerà una nuova società per la produzione e la gestione dell’acqua potabile, uno stabilimento pubblico industriale e commerciale che nascerà dalla fusione delle due reti di distribuzione della rive droite e della rive gauche e dalla ripresa di Eau de Paris, la società di produzione dell’acqua. Il fatturato è stimato in 230 milioni di euro l’anno. È prevista la riassunzione dei 900 dipendenti delle tre compagnie da parte della nuova società municipalizzata. Per Veolia e Suez il colpo sarà particolarmente duro: subiranno, rispettivamente, un calo delle entrate di 132 e 62 milioni di euro.

Oggi in Francia i tre quarti della gestione dell’acqua sono ancora in mano a privati, ma si spera che, seguendo il modello parigino, il ruolo pubblico torni ad essere prevalente anche in altre zone del paese. L’acqua di Parigi sarà dunque presto pubblica al 100% e il 2010 sarà un anno emblematico in tal senso, l’anno della svolta. Lo stesso anno in cui la legge 133 approvata di recente in Italia condurrà di fatto alla privatizzazione dei servizi idrici, equiparandoli a qualunque servizio pubblico di rilevanza economica e costringendoli a sottostare alle logiche della concorrenza. ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) •
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