Cipsi
Banner

La reggia dei G8

Ricordate Pinocchio, con i suoi denari che doveva riportare a papà Geppetto? Incontrò il gatto e la volpe che iniziarono a prenderlo in giro per la sua dabbenaggine e per la sua ignoranza! Non sapeva che esisteva un “campo dei miracoli” dove i soldi si seminavano, crescevano come piante e si moltiplicavano!
A questa scuola sono stati probabilmente formati i grandi manager della finanza – e della politica - mondiale di questi ultimi decenni. Aiutati da nuovi potenti mezzi di comunicazione, da specchi per allodole e dalle loro innate capacità di saper “vendere parole e promesse”, sono riusciti a costruire un mercato finanziario di ricchezza che non esiste, superiore di oltre 25 volte l’intera ricchezza mondiale.
Il collasso finanziario, esploso in questi giorni sui mercati mondiali con la caduta di alcuni dei principali attori del mercato internazionale, era ampiamente prevedibile ed annunciato. Forse, è anche un giudizio sulla realtà di chi ha finora saccheggiato i beni dell’intera umanità. Anche per Pinocchio è giunto il momento di rendersi conto che non esiste il campo dei miracoli, ma solenni fregature sempre a scapito dei più deboli.
È giunto il momento di ritornare alle origini, renderci conto che tutto ci è dato in dono. La vita è dono, la famiglia è dono, l’altro è dono, la terra, gli alberi, gli animali, le risorse della terra sono doni.
È giunto il momento di rispolverare una piena convinzione della necessità di un modello culturale basato sulla centralità della persona, del cittadino e della sua responsabilità civile e politica. L’economia deve svilupparsi attorno a strumenti reali di servizio alla comunità, non su giochi aleatori per gli interessi dei furbi. Le imprese devono essere, prima di tutto, comunità di persone; le banche servizi per l’economia reale; il mercato, luogo di intrecci tra servizio, gratuità, rispetto dei diritti e contratti.
Come è possibile permettere, in una società civile – cioè tendenzialmente indirizzata al rispetto della dignità di tutte le persone e di tutti i loro diritti – che alcuni manager di banche, a cui affidiamo i nostri piccoli risparmi, percepiscano compensi pari a centinaia di anni di lavoro di un normale cittadino?
Come è possibile, nell’epoca della globalizzazione, pensare di poter continuare a governare il mondo dallo stesso tavolo di lavoro di coloro che lo hanno e lo stanno depauperando?
Come è possibile, essere cittadini che continuano a vivere in questo stato di letargo politico e sociale, senza nessuna capacità di reagire a una classe politica incapace di affrontare i problemi; incapace di tutelare i diritti di tutti i cittadini; capace solo di andare allo scontro, di litigare, di distruggere…
È giunto il momento di fare politica vera, quella capace, attraverso il dialogo e il confronto, di affrontare i problemi e trovare soluzioni concrete. Quella politica che non gestisce le risorse delle amministrazioni pubbliche negli strumenti derivati della finanza internazionale. Questi sono gli alberi delle monete di Pinocchio. Una ricchezza fasulla che non esiste materialmente, finalizzata solo a togliere ai deboli per rafforzare i furbi. Coloro che da una parte hanno gestito la salita del caro petrolio e ora acquistano le ricchezze svalutate dalla crisi finanziaria. Gli enti preposti alla politica sociale non devono giocare d’azzardo, mai!
È giunto il momento di fare pulizia dell’economia fasulla e di coloro che la alimentano e gestiscono per derubare cittadini e popolazioni intere. Trasparenza ma anche eticità nella gestione. Il merito e le responsabilità meritano il giusto riconoscimento, ma non giustificano il furto delle risorse comuni. Quarantaquattro milioni di premi in un anno a un amministratore o nove milioni e mezzo di stipendio, sono un vero e proprio insulto alla miseria, ai senza tetto, agli stessi operai, impiegati, lavoratori in genere.
È giunto il momento di affrontare i problemi nelle giuste sedi, non nei Tavoli di amici. Il G8 rappresenta di fatto coloro che hanno costruito la crisi economica che dal 2006 era apparsa sullo scenario mondiale in varie tappe. Nessuna azione preventiva. Nessuna risposta concreta. Solo ora, la paura e la corsa a tamponare. Perché? La globalizzazione oggi ha capovolto riferimenti intoccabili fino a poco tempo fa. Le risposte, per essere efficaci devono essere globali. Le Nazioni Unite, non il G8, sono la sede democraticamente delegata al confronto e al dialogo politico mondiale. Rivalutiamo le Nazioni Unite e lasciamo qualche weekend in più di libertà ai “grandi” del G8. Ne guadagnerebbero le casse e la tranquillità dei cittadini di quelle località che devono ospitare queste grandi sfilate. A luglio 2009 sarà la piccola isola della Maddalena ad ospitare i “grandi”. Un’isola con circa 8.000 abitanti, principalmente anziani, che è strapazzata da lavori di ristrutturazione per 250 milioni di euro. Un eliporto. Due hotel a 5 stelle per le delegazioni. Si dovrà discutere di cooperazione tinternazionale. I soli lavori di ristrutturazione costano circa 4 anni dei fondi stanziati per la cooperazione non governativa del nostro paese.
È giunto il momento di essere italiani, non Pinocchi! ■
Commenti
Nuovo
Nome: *
Email: *
 
Website:
Titolo:
Prima di commentare, inserisci il codice che compare in questo box.
I campi contrassegnati con * sono obbligatori.

!joomlacomment 4.0 Copyright (C) 2009 Compojoom.com . All rights reserved."

E-mail Stampa
 
Sei in: Home page / Anno XIX / n. 10 Ott. 2008 / La reggia dei G8