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Piccole iniziative per una grande speranza

Campagna “LIBERA L’ACQUA”

Francesca Tacchia

Concludiamo il nostro viaggio di approfondimento delle iniziative  che la Campagna “Libera l’Acqua” porta avanti in tredici paesi di Africa, Asia e America latina. Importanti tasselli che si uniscono ai precedenti nell’affermare che l’acqua è un diritto di tutti, che va difesa come bene comune dell’umanità.

I “progetti” offrono significativi apporti tecnici e che, al contempo, vogliono dedicare tempo e risorse alla sensibilizzazione e alla formazione delle popolazioni locali, così da renderle autonome nella gestione della risorsa e consapevoli della sua importanza per la vita di tutti.
Acqua in Mozambico
C’è sempre il distretto di Monapo, area rurale nel Nord del Mozambico, al centro delle iniziative del Cesvitem. Dopo aver concluso, grazie a “Libera l’Acqua” e al finanziamento della Tasm Spa di Milano, la raccolta fondi per il pozzo della nuova scuola primaria del villaggio di Carapira. Il prossimo obiettivo è la realizzazione di un mini acquedotto a servizio dei 10 mila abitanti della località di Nacololo. Ancora una volta partner locale del Cesvitem sarà l’associazione locale Watana, impegnata dal 2002 nella promozione di progetti per lo sviluppo dell’area. “Il Mozambico – spiega Adolfo Saquina, presidente di Watana – è uno dei paesi più poveri del mondo, una situazione che si riflette anche sull’accesso all’acqua potabile: in molte zone l’acqua c’è, ma mancano i fondi per realizzare le infrastrutture che la rendano utilizzabile. È il caso anche del distretto di Monapo: qui ci sono molti corsi d’acqua, come i fiumi Monapo e Ampuense, ma il rifornimento di acqua potabile è del tutto insufficiente”.
Nell’area sono stati realizzati nel corso degli anni tre acquedotti, ma solo uno risulta essere abbastanza efficiente. Un secondo è ormai obsoleto e ha una portata troppo scarsa, mentre il terzo è da tempo fuori uso. “A Nacololo non esistono fontane pubbliche – continua Saquina – e la gente va ad attingere l’acqua presso una vecchia cava di pietre, che una volta abbandonata si è trasformata in un bacino naturale grazie ad una falda acquifera sotterranea. L’amministrazione locale ha sollecitato la costruzione di un acquedotto per portare l’acqua dalla cava al centro della città, in modo da facilitare l’approvvigionamento idrico e da tutelare la zona da potenziali fonti di inquinamento. L’acqua è infatti di ottima qualità, ma la cava è attualmente utilizzata anche per fare il bagno e lavare i panni: tutti lavori che, con l’acquedotto, le famiglie potrebbero fare a casa propria, senza rischiare di contaminare la fonte”.
Haiti: fornitura di acqua potabile
È rivolto alla popolazione del villaggio di Guerin ad Haiti il progetto “Fornitura di acqua potabile” dell’associazione Fratelli dell’Uomo. “Il piano di lavoro, che si sta avviando verso la conclusione - spiega Suzy Castor, direttrice del partner locale Cresfed (Centre de Recherche et de Formation Economique et Sociale pour le Développement) – prevede la sistemazione e il ripristino di una conduttura fuori uso utile all’approvvigionamento di acqua potabile dei circa 3000 abitanti di Guèrin e altre comunità della zona. Nel 1984 era stato infatti costruito un sistema di acqua potabile con tre punti pubblici di distribuzione. Ma da oltre quattro anni questa conduttura è fuori uso, con enormi disagi per la popolazione del posto”. Pertanto, il progetto si propone di favorire l’accesso all’acqua potabile per le famiglie delle comunità coinvolte; ridurre l’incidenza delle malattie provocate dall’acqua contaminata e il faticoso lavoro di trasporto dell’acqua da altre fonti lontane svolto prevalentemente dalle donne; organizzare la comunità locale per garantire continuità all’azione. “Per far ciò – continua Suzy Castor – abbiamo previsto la riabilitazione di circa un chilometro di tubazione dal Carrefour St Mathieu alla comunità di Guérin, la ristrutturazione di tre punti d’acqua pubblici, una serie di attività di formazione della comunità locale per aiutarla a farsi carico del mantenimento delle installazioni, la creazione di un fondo comune con partecipazione di ogni famiglia beneficiaria e costituzione di un comitato di gestione”.
Sri Lanka: cisterne per l’acqua piovana
La promozione di un uso intelligente e sostenibile della risorsa idrica tra la popolazione del distretto di Puttalam, nello Sri Lanka, è l’obiettivo che si propone il progetto di Comunità Oasi, “Miglioramento della sicurezza nell’approvvigionamento idrico attraverso la raccolta domestica di acqua piovana, nel distretto di Puttalam”. Il piano di lavoro prevede la costruzione di cisterne per raccogliere acqua piovana con l’utilizzo della tecnica del Rain water harvesting, attraverso la quale i beneficiari possono destinare l’acqua piovana all’uso domestico, incluso l’orto familiare. “A seguito dell’inondazione del dicembre 2004 – spiega Aurelio Iarusso, amministratore di Comunità Oasi – venne presentato dal Cipsi in partenariato con l’Ong locale Prda (People’s Rural Development Association), un intervento rivolto alle popolazioni del distretto di Puttalam. Tuttavia il progetto lasciò aperta un’emergenza rispetto all’approvvigionamento di acqua per le famiglie più bisognose. Pertanto, il presente piano di lavoro è nato con lo scopo di migliorare le condizioni socio-economiche delle popolazioni svantaggiate del distretto, con particolare attenzione alle donne e ai bambini”. Non mancano attività relative alla sensibilizzazione e alla formazione della popolazione locale.
Cambogia: salute e sviluppo
Il progetto “Acqua: salute e sviluppo”, presentato dal Ciai (Centro italiano aiuti all’infanzia), replica un analogo intervento precedentemente realizzato dalla Ong in altri villaggi del distretto di Pailin, nel Nord-Est della Cambogia. I risultati conseguiti hanno spinto il Ciai a replicare l’intervento, tenendo conto che il distretto vive in una situazione di grave difficoltà per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
I lavori per il miglioramento della rete idrica nei venti villaggi di Ou Tavao sono già iniziati. Il rilevamento topografico è stato completato e in seguito ad esso sono state apportate le opportune modifiche al progetto iniziale. Per il villaggio di Ou Preus, ad esempio, è stata verificata la possibilità di costruire un bacino per consentire l’accumulo di acqua durante la notte, garantendo così una maggiore pressione nei tubi di distribuzione e di conseguenza nei rubinetti.
I lavori di costruzione procedono come da programma: è terminata la costruzione dello sfioratore, spostato di alcuni metri rispetto al progetto originario. Conclusi anche i lavori di costruzione dei serbatoi di filtraggio e di accumulo. Per quanto riguarda il sistema di distribuzione, dopo alcune difficoltà iniziali causate dal terreno particolarmente roccioso, sono stati portati a termine gli scavi per l’interramento dei tubi e sono stati installati 1.600 metri di tubi, parte in metallo, parte in Pvc.
Al di là degli aspetti tecnici, in questi mesi è stato svolto un lavoro molto importante di relazione con le comunità locali. A questo proposito, ci dice Giovanni Santavicca che segue in loco questo progetto: “La gestione dell’intero sistema verrà affidata ad un comitato, denominato Water Users Community; ne faranno parte rappresentanti di ogni villaggio e un rappresentante del comune. Abbiamo già elaborato una bozza di statuto per la regolamentazione dell’intero sistema e l’abbiamo distribuita nei villaggi insieme ad un formulario per richiedere la partecipazione al Wuc”. L’Ong locale Deep si occuperà della formazione relativa alla manutenzione e gestione del sistema idrico. Con l’inizio del nuovo anno scolastico nelle scuole della zona - cinque elementari e una superiore - verranno avviate attività ludico-educative legate al tema dell’acqua, come ad esempio un concorso di disegno.
La Campagna “Libera l’Acqua”, attraverso le proposte concrete delle associazioni e le iniziative in corso in diverse parti del mondo, vuole far sentire con forza la propria voce nel riaffermare l’accesso universale all’acqua potabile e il riconoscimento di un diritto che va garantito a tutti. ■ (3 - Fine)

*I precedenti due articoli sulle iniziative della Campagna sono stati pubblicati sul n. 5/2008 (maggio) e n. 6-7/2008 (giugno-luglio)
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