di G. Codrignani
Come è noto la matematica è assolutamente “neutra” e vale ugualmente per uomini e donne. Tuttavia si tira dietro conseguenze non di poco conto se diventa principio che caratterizza scienze, tecniche e culture: vale se diciamo che A è uguale ad A (meno se uguale a B), non vale se diciamo che un uomo è uguale a una donna, non tanto per la diversità sessuale, quanto per quella culturale.Le donne possono impadronirsi delle tecnologie come fanno gli uomini, a patto che ne padroneggino le regole e i contenuti. Tuttavia, spesso non ci rendiamo conto di quanto sia vero che “il mezzo è il messaggio”, come diceva il vecchio McLuhan e che - uomini e donne - rischiamo di farci subalterni alle macchine: ci sono, infatti, persone che dopo una giornata al computer, si fanno un gioco elettronico per distendersi la sera. Diventano il braccio umano della macchina. Se oggi il naturale convive con l’artificiale e la tecnologia è più che mai correlata con il corpo, bisogna abitarla con la consapevolezza di dover partire da sè, secondo la metodica femminista, per padroneggiare davvero lo spazio virtuale.
Alle donne piace costruire reti come “relazioni”; nulla a che vedere con le reti dei nuovi aracnidi, che avviluppano il mondo tentando non solo di farlo comunicare, ma di controllarlo. Endemol produce tutti i grandi fratelli del mondo e la comunicazione del web comprende arte e scienza, ma anche pedofilia e cyberterrorismo. l blog possono produrre agorà politiche, ma anche danni sociali se naufragano nella banalità o nel “porta a porta” generalizzato.
Le donne come partecipano alla società dell’informazione? Certamente non fanno differenza se si limitano ad essere professioniste o utenti, la possono fare se si rendono conto che il mezzo consente di avere per tribuna un mondo su cui influire. Non si tratta di farsi i propri siti e di costruire reti-ghetto femministe. Si tratta di gestire le reti e il management; di produrre le macchine, i programmi, i testi, i giochi, le parole; di favorire l’innovazione tecnologica insieme con l’innovazione culturale, con la pluralità che parte sempre dalla dualità uomo/donna, con l’affermazione dell’ethos dei generi. Nella cittadinanza digitale il politico coincide con il software e anche nell’e-democracy diventa fondante per costruire governance dal basso: a partire dalla prima delle differenze. ■
* Un altro genere di tecnologia in: www.ilsecolodellarete.it
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