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Una deriva violenta

di Tonio Dell'Olio

Siccome a parlarne è stato soltanto il quotidiano trentino L’Adige e pochi altri siti web, è possibile che anche i lettori di Solidarietà internazionale non l’abbiano saputo. Si tratta di un cartello posto all’ingresso di una stradina che porta in un Bed and Breakfast in località Lissa di Castello Tesino, in provincia di Trento. Vi si legge testualmente: “Non sono particolarmente gradite intrusioni da parte di: extracomunitari, nomadi, venditori ambulanti o porta a porta, testimoni di Geova, associazioni pseudo ambientaliste o animaliste”.

Fin qui si tratta di una tendenza chiaramente xenofoba e razzista che non è affatto nuova per il nostro paese. Negli anni ‘60 a Torino era possibile leggere cartelli del tipo “Affittasi tranne che a meridionali”. La sorpresa viene dopo: “La persistenza dell’intrusione (dopo la comunicazione di abbandonare il fondo) - si legge nel cartello - e nel caso si estendesse ai caseggiati sarà considerata offesa ai sensi dell’articolo 52 del codice penale (legittima difesa) come modificato dal governo Berlusconi”. Il redattore dell’avviso conosce bene la legge in questione e le relative recenti modifiche perché è un tutore della legge, è un carabiniere. Sa bene che la modifica legislativa al codice penale approvata nel 2006 consente di rispondere con le armi legittimamente possedute nel caso di persistenza dell’intrusione e ove sussistano timori di aggressione. A parte che notoriamente i testimoni di Geova sono insistenti ma non aggrediscono i loro interlocutori, il fatto rivela la deriva violenta che va affermandosi e diffondendosi come risposta al clima di paura e di insicurezza. In questo contesto, una legge come quella citata rischia di caricare l’arma di esaltati, violenti, razzisti, paranoici e matti. Razzismo e violenza non sono che fiamme pronte a trasformarsi in incendi se trovano anche solo la parvenza di una legittimazione istituzionale, di un occhio strizzato, di una pacca sulla spalla, di un voltarsi dall’altra parte. Insomma la negazione della funzione stessa della legge. ■

 

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