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Razzismo in Italia? È la prima emergenza educativa

di Antonio Nanni

Ho cambiato idea. Ero convinto che in Italia, a causa della sua passata e costante emigrazione, non potesse attecchire la malapianta del razzismo. Invece la lezione quotidiana e preoccupante che è venuta direttamente dai fatti di cronaca, mi ha costretto ad ammettere che il virus razzista abbia contagiato anche gli italiani e che la politica non sia esente da responsabilità.
Quanto è avvenuto in tante città italiane del Nord e del Sud, conferma e rafforza la mia convinzione che tanti concittadini siano diventati xenofobi e razzisti per ragioni di cui forse non hanno ancora piena consapevolezza.

Ma è troppo comodo avere un capro espiatorio a portata di mano contro cui scaricare la propria rabbia, frustrazione e aggressività!
Il razzismo è una patologia sociale che destabilizza la convivenza, diffonde un clima di reciproca diffidenza e favorisce la violenza verso chi è diverso e non-conforme.
L’esplosione del razzismo in questo momento storico trova sicuramente un’Italia debole e con scarsissimi anticorpi per reagire, a causa della crescente disgregazione sociale, della fragilità delle sue agenzie educative (famiglia e scuola in particolare), della declinante tradizione cristiana, cui deve essere aggiunta la scomparsa o l’assenza degli intellettuali e il ruolo ambiguo dei giornalisti e dei mass media che spesso indulgono alla demagogia e al sensazionalismo.
Che fare allora per contrastare il razzismo e favorire l’integrazione?
Ritengo che la strada maestra sia sempre quella educativa e culturale che è fatta di tempi lunghi e che scommette sul dialogo e sulla nonviolenza. Complementare a questa prima strategia vi è poi quella che cerca di organizzare dal basso associazioni e gruppi caratterizzati dalla mescolanza di italiani e immigrati come antidoto democratico alle spinte xenofobe e razziste.
Per tutti i cittadini e le forze sociali veramente democratiche del nostro paese diventa ormai necessario e urgente impegnarsi esplicitamente per una politica dell’integrazione, che sappia elaborare strategie efficaci contro il razzismo, l’antisemitismo, l’islamofobia, l’antiziganismo, promuovendo l’incontro tra persone di etnie, culture e religioni diverse. ■

 

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