La risposta che viene dalla politica è debole e spesso contraddittoria. Da una parte - anche attraverso un uso strumentale dei mezzi di comunicazione - si cerca di indicare un colpevole. Di trovare un capro espiatorio. Se questo avviene, si dice, è perché siamo assaliti da bande di stranieri che vengono ad insidiare il nostro benessere, conquistato da noi e dai nostri padri con tanti sacrifici. Non è solo il caso italiano. La direttiva approvata pochi giorni fa dal Parlamento Europeo sul rimpatrio degli immigrati, anche comunitari, ne è un chiaro indizio. Si tratta di una direttiva vergognosa, che smentisce tutti i valori di solidarietà su cui si diceva si costruisse l’Europa. Alla faccia delle sue radici cristiane, tanto sbandierate.
Dall’altra si mettono in atto politiche che sarebbe generoso definire assistenzialistiche. Per non mettere in discussione le basi su cui si regge questo sistema che fa tornare i conti sempre e solo nel portafogli dei ricchi, si propone di elevare l’elemosina a sistema. Bush ha parlato di capitalismo compassionevole. Bill Gates, nel lanciare la sua rivoluzione verde, parla di capitalismo innovativo che, aiutando i più poveri, provoca la riconoscenza sociale e li spinge a servirsi delle grandi imprese multinazionali. Ultimo fra tutti arriva anche il nostro ministro dell’economia che si inventa la carta alimentare per i pensionati più poveri.
Intanto i salari restano bassi, le pensioni minime restano al palo. I grandi capitali, soprattutto quelli finanziari non vengono intaccati. Tutto continua come prima. La ricchezza continuerà a finire sempre più nelle mani dei ricchi. I più poveri continueranno ad impoverirsi, ma dovranno essere riconoscenti ai ricchi che, dall’alto dei loro scranni, hanno concesso loro alcune briciole per sopravvivere. Forse la differenza tra solidarietà ed elemosina sta tutta qui. La prima mette insieme la gente in un’avventura che ha come obiettivo comune l’uscita dal tunnel. La seconda concede benignamente qualcosa ai più poveri, chiedendo loro di essere riconoscenti. In questo modo, aumentando all’infinito la loro dipendenza.
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