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Il sogno di un’Africa unita

Jaqueline Ki-Zerbo

Viviamo una duplice ricorrenza: il ventesimo anniversario della morte di Thomas Sankara e il quarantesimo dalla promulgazione dell’enciclica “Populorum progressio”. Documento che ha un’enorme importanza per noi perché Joseph Ki-Zerbo è stato presidente dell’associazione degli studenti cattolici in Francia e, in quanto tale, ha seguito sempre con molta attenzione gli insegnamenti della Chiesa, in particolare in relazione all’impegno sociale e alla solidarietà tra gli uomini.
Anche se di generazioni diverse, so di poter dire che Thomas Sankara e Joseph Ki-Zerbo hanno nutrito lo stesso interesse, la stessa preoccupazione per il loro paese: la liberazione del popolo contro qualunque forma di dipendenza e la liberazione dalla povertà. Certo, i sistemi di riferimento non erano gli stessi ma, avendo vissuto accanto al Professor Ki-Zerbo, sono convinta che la sua visione dell’Alto Volta, oggi Burkina Faso, non è poi così diversa da quella di Thomas Sankara.

Chi era, in ultima analisi, il Professor Ki-Zerbo? È giusto raccontare alcuni tratti della sua vita.
Nacque nel 1922 a Tomà, in Burkina Faso. È stato studente, poi insegnante nelle scuole primaria e secondaria dell’Alto Volta. Ha superato l’esame di maturità ed è stato anche giornalista in una pubblicazione di missionari in Africa. Ha intrapreso studi di storia alla Sorbona e all’Istituto di Studi Politici a Parigi. Nel 1956 ha conseguito l’aggregation nel campo della storia, uno dei livelli più elevati: in virtù di quella abilitazione, ha potuto lavorare con l’Unesco per la “Storia globale generale dell’Africa”. Ha insegnato in Francia, a Orléans. Tornato nel suo paese è stato Direttore Generale dell’Educazione, della Gioventù e dello Sport e docente all’Università di Ouagadougou. Nell’ambito del sogno di liberazione dell’Africa, è stato membro del Consiglio africano e malgascio per l’insegnamento superiore, cosa che ha permesso agli insegnanti africani di presentare le loro ricerche e i risultati dei loro studi in Africa, piuttosto che doverli inviare necessariamente in Francia.
Gli sono state conferite onorificenze: dottorato honoris causa dall’Università del Ghana nel ‘64, ancora dottorato honoris causa dall’Università di Padova. È stato uno dei vice-presidenti dell’Ufficio del Consiglio Internazionale per la redazione della storia generale dell’Africa. Al fine di vivere concretamente e profondamente le idee difese, si è impegnato in politica. Pur non essendo un politico, il Professor Ki-Zerbo, è stato un uomo politico. Penso che tutti possano capire la differenza tra colui che sceglie la politica per farne una carriera e una fonte di reddito e chi, invece, la sceglie per difendere gli interessi di coloro che soffrono. Più che l’uomo politico, però, penso che il mondo abbia conosciuto l’intellettuale e lo scrittore.
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