La carta di Kurukan Fuga
Quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario della proclamazione della Carta Universale dei Diritti dell’Uomo. Un evento storico che segna un passo avanti dell’Umanità. Pochi però sanno che fin dal 1236, nell’impero dei Mandè, esisteva una carta che prelude ai diritti umani. È la Carta di Kurukan Fuga, dove all’art. 5, ad esempio, si legge: “Ciascuno ha diritto alla vita e alla preservazione della sua integrità fisica”. La pubblichiamo integralmente.
I rappresentanti degli antichi Mandè e i loro alleati, riunitisi nel 1236 a Kurukan Fuga dopo la storica battaglia di Kirina, hanno adottato la seguente carta per gestire la vita della grande assemblea mandinga.
I - SULL’ORGANIZZAZIONE SOCIALE:
1: La società del gran mandè è suddivisa in 16 portatori di faretra, 5 classi di marabù, 4 classi di nyamakalas. Ciascun gruppo ha una sua attività e un ruolo specifico.
2: I nyamakalas si impegnano a dire la verità ai Capi, di essere i loro consiglieri e di difendere attraverso il modo di parlare le regole definite e l’ordine sull’insieme del regno.
3: I morikanda lolu (le cinque classi di marabù) sono i nostri Capi e maestri nell’Islam. Tutto il mondo deve loro rispetto e considerazione.
4: La società è divisa in classi di età. A capo di ciascuna di essa è eletto un Capo. Appartengono alla stessa classe di età le persone (uomini o donne) nate nel corso di tre anni consecutivi. I Kangbès (classe intermedia tra giovani e anziani), devono essere invitati a partecipare quando devono essere prese decisioni importanti che riguardano la società.
5: Ciascuno ha diritto alla vita e alla preservazione della sua integrità fisica. Di conseguenza, ogni tentativo di togliere la vita al prossimo è punito con la pena di morte.
6: Per vincere la battaglia della prosperità viene istituito il Kön¨gbèn Wölö (una forma di sorveglianza) per lottare contro la pigrizia e l’ozio.
7: Tra i mandekas viene istituito il sanankunya (cuginato per finta) e il tanamanyöya (forma di totemismo). Di conseguenza, nessuna divergenza nata tra questi gruppi deve degenerare, in quanto la regola è il totale rispetto dell’altro. Anche tra cognati e cognate, tra nonni e bambini il principio deve essere la tolleranza e la capacità di scherzare.
8: La famiglia Keita è la famiglia regnante sull’impero.
9: L’educazione dei bambini è in carico a tutta la società. La patria potestà appartiene di conseguenza a tutti.
10: Facciamoci vicendevolmente le condoglianze.
11: Se vostra moglie o vostro figlio fugge, non andate a cercarli dai vicini.
12: Essendo la successione patrilineare, non darete mai il potere ad un figlio fino a quando uno solo dei suoi padri è vivo. Non date mai il potere ad un minore, in quanto questi ha dei vincoli.
13: Non offendete mai i nyaras.
14: Non offendete mai le donne, nostre madri.
15: Non alzate mai le mani su una donna sposata, prima di aver fatto intervenire senza successo suo marito.
16: Le donne, oltre alle loro occupazioni quotidiane, devono essere a tutti i nostri governi.
17: Le bugie che hanno resistito 40 anni devono essere considerate verità.
18: Rispettiamo il diritto di primogenitura.
19: Tutti gli uomini hanno due suoceri: i genitori della giovane che non hanno sposato e la parola pronunciata senza costrizione alcuna. Si deve ad entrambi rispetto e considerazione.
20: Non maltrattare mai gli schiavi, accorda loro un giorno di riposo a settimana e fa in modo che cessino di lavorare ad un’ora ragionevole. Si è padroni dello schivo, non della borsa che porta.
21: Non siate assidui con le spose del Capo, del vicino, del marabù, del mago tradizionale, dell’amico e dell’associato.
22: La vanità è segno di debolezza, l’umiltà di grandezza.
23: Non tradite mai voi stessi, rispettate la parola data.
24: Non fate torto allo straniero.
25: L’incaricato di una missione non rischia niente nel Mandè.
26: Il toro dato in consegna non può diventare il capo della mandria.
27: Una giovane può essere data in sposa da quando è adolescente senza limite d’età. La scelta dei suoi genitori deve essere seguita, qualunque sia il numero dei pretendenti.
28: L’uomo può sposarsi a partire dai 20 anni.
29: La dote è fissata nel numero di tre bovini: uno per la giovane, uno per suo padre, uno per sua madre.
30: Veniamo in aiuto di chi ha bisogno.
II - SUI BENI:
31: Ci sono cinque modi per acquisire una proprietà: l’acquisto, la donazione, lo scambio, il lavoro e la successione. Tutte le altre forme senza prova certa sono equivoche.
32: Tutti i beni trovati senza proprietario conosciuto diventano proprietà comune dopo 4 anni.
33: Il quarto parto di una giovenca data in consegna è di proprietà del guardiano.
34: Un bovino deve essere scambiato con quattro montoni o quattro capre.
35: Un uovo su quattro appartiene a chi custodisce il pollaio.
36: Soddisfare la propria fame non è furto se non si ha nulla nella propria borsa o nella propria tasca.
III - SULLA SALVAGUARDIA DELLA NATURA:
37: Fakombè è nominato Capo dei cacciatori. È incaricato di salvaguardare il bosco e i suoi abitanti per il benessere di tutti.
38: Prima di incendiare il bosco, non guardate a terra, ma alzate la testa verso la cime degli alberi.
39: Gli animali domestici devono essere legati nel periodo della raccolta e liberati dopo. I cani, i gatti, le anatre, e il pollame non sono soggetti a queste misure.
IV - DISPOSIZIONI FINALI:
40: Rispettate la parentela, il matrimonio e il vicinato.
41: Uccidete il vostro nemico, non umiliatelo.
42: Durante le grandi assemblee accontentatevi dei vostri legittimi rappresentanti, e tolleratevi a vicenda.
43: Balla Fassèkè Kouyate è designato grande Capo delle cerimonie e mediatore principale del Mandè. È autorizzato a prendere in giro tutte le tribù, in primo luogo quella della famiglia reale.
44: Tutti quelli che trasgrediscono queste regole saranno puniti. Ciascuno deve vegliare sulla loro applicazione.





