Antonio Nanni
Il 2008 è stato proclamato dall’ONU “Anno internazionale delle lingue”. A questo si aggiunga che già da alcuni anni il 21 febbraio si celebra la Giornata internazionale della lingua madre.
Non ci pensiamo mai, ma nella società multietnica e nella babele linguistica in cui viviamo, un valore culturale da condividere è il riconoscimento dell’importanza che ha la lingua madre nella vita di ogni cittadino.
Infatti, la lingua madre è un fattore essenziale per l’identità degli individui e per la coesistenza pacifica dei gruppi. Essa costituisce un elemento strategico per progredire verso uno sviluppo sostenibile e per articolare armoniosamente il globale con il locale, l’universale con il particolare.
Sono considerazioni come queste che hanno spinto l’Unesco a promuovere quest’anno la nona edizione della Giornata internazionale della lingua madre sul tema “Le lingue contano!”.
Per questo esse non devono essere lasciate morire, perché sono un patrimonio dell’umanità, un autentico bene comune da tutelare. È stato osservato che più del 50% delle circa 6.700 lingue parlate attualmente nel mondo è oggi a rischio di estinzione. Il 96% delle lingue esistenti al mondo è parlato soltanto dal 4% della popolazione mondiale, mentre la stragrande maggioranza utilizza soprattutto quattro lingue: il cinese, l’inglese, l’Hindi/Urdu e lo spagnolo, seguite poi da: russo, arabo, bengali, portoghese, giapponese, francese, tedesco, italiano.
Nel messaggio del Direttore Generale dell’Unesco Koichiro Matsuura per la giornata di quest’anno, si afferma che è urgente agire incoraggiando e sviluppando politiche linguistiche che permettano ad ogni comunità linguistica di utilizzare la sua prima lingua, o lingua madre, il più ampiamente e frequentemente possibile, compreso nell’educazione, padroneggiando una lingua nazionale o regionale e una internazionale. Solo un accettato multilinguismo può permettere a tutte le lingue di trovare il loro spazio nel mondo globalizzato.
Nell’Anno europeo del dialogo interculturale è importante valorizzare le lingue, a cominciare dalle lingue madri.





