Tonio Dell’Olio
Nelle fasi più cruciali della crisi di governo del nostro paese è mancata una parola ferma e forte da parte del pur variegato mondo dell’associazionismo pacifista e nonviolento. Personalmente continuo a ritenere che ci siano chiavi di lettura, intese come prospettiva e orizzonte, che sono proprie della nonviolenza.
Nelle considerazioni che hanno riempito le pagine dei quotidiani dal momento in cui Mastella ha provocato la crisi sottraendo il proprio appoggio al governo Prodi, è mancata una voce che potesse mettere in evidenza che la crisi è ancora più ampia della caduta di un esecutivo, e investe piuttosto la politica. Lo scollamento tra i ragionamenti, le strategie e le scelte della politica dei partiti e il paese reale della “quarta settimana”, del precariato, del disagio quotidiano, della mancanza di accoglienza, delle mille forme di povertà... è preoccupante non solo perché definiscono una casta politica distaccata dalla gente che abita la ferialità. Diventa drammatico se si riflette sulla modificazione culturale che sta avvenendo nella testa delle persone e soprattutto dei giovani: la politica è un’altra cosa rispetto alla vita e ai problemi concreti. In tutto questo ciascuno immagina bene quale traiettoria subiranno le tematiche che riguardano la politica internazionale, le politiche di sviluppo e la sicurezza internazionale. Forse non ci sono le condizioni per poter riproporre un’esperienza sul modello di Democrazia è partecipazione, che stabiliva impegni e vincoli con i candidati alle istituzioni democratiche. Piuttosto è urgente che movimenti, associazioni e realtà di base avvertano incalzante l’impegno di riempire il fossato con l’arte del dialogo costruttivo tra istituzioni e società civile, conferendo nuovamente dignità e centralità ai problemi più urgenti. È questo il senso della politica. Chi siede negli scranni del Parlamento come di un ente locale, e spesso gli preferisce i divani dei salotti televisivi, disegnando tattiche ed esercitandosi nella dialettica fine, spesso sta costruendo l’antipolitica.





