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Renzo Craighero: una indignazione motivata

L’appello di Zanotelli, come talora mi capita con i messaggi carichi di “radicalità” e “idealità”, mi ha lasciato senza parole, in una situazione di stallo di giudizio. Da una parte comprendendo il suo scoramento e rabbia (conseguenza forse delle stesse aspettative alimentate dai rapporti avuti con alcuni parlamentari), dall’altra sapendo il percorso in bilico al quale è costretta, con questo Governo, soprattutto la sinistra.

Ecco allora che la sua indignazione verso i partiti della sinistra (e i relativi eletti) schierati col movimento pacifista mi è sembrata almeno in parte motivata, se non altro per una ragione: la scarsa trasparenza. Mentre infatti si vive una fase pre-finanziaria di (relativamente) positiva interazione fra partiti e movimenti, quando si entra nel percorso parlamentare di discussione e votazione sulla manovra poco si sa, o si viene a sapere, su ciò che capita per esempio in materia di “difesa” e spese militari. Secondo me i “nostri” parlamentari dovrebbero, soprattutto in questi momenti, intensificare i rapporti con l’arcipelago pacifista e argomentare e motivare, molto di più di quanto facciano, le loro talora sofferte decisioni. Per questo sono d’accordo con l’osservazione conclusiva di Lorenzo di cercare di creare e rafforzare un canale di comunicazione tra il Movimento e i parlamentari di riferimento.
Ma Zanotelli critica giustamente anche noi. Perché se una parte di responsabilità ce l’hanno gli eletti, noi non siamo esenti da colpe. Proprio in fase di manovra finanziaria dovremmo coordinare e moltiplicare le nostre iniziative verso i parlamentari “vicini” e verso la società civile. Purtroppo non è così: vedo per esempio quanto poco e faticosamente diamo voce e sostegno alla Campagna “Sbilanciamoci!” che tecnicamente e politicamente è lo strumento più prezioso che abbiamo per far valere le nostre critiche e le nostre proposte in quella fase. Peraltro è lo stesso opuscolo prodotto annualmente dal Tavolo degli esperti della campagna a fornirci informazioni utili sulla struttura e inefficienza delle nostre forze armate (poi da qui a farne elemento di richiamo per l’opinione pubblica e i media ne corre un po’...). Purtroppo, in materia di difesa, scontiamo tutti (movimenti e partiti) una difficoltà: che per la gran parte delle persone questo non è un tema oggetto di interesse, non viene percepito come un fattore incidente sulla propria vita. È un tema rimosso e su questo terreno la delega agli eletti è pressoché totale (e gran parte degli eletti condivide gli argomenti e le richieste dei vertici militari).
Detto questo, considero l’intervento di Zanotelli “politicamente” opportuno?
Forse per una parte di noi sì, per altri no, ma non mi sento di giudicare Zanotelli sulla base di un metro di “opportunità” politica: è uno che si spende, che sta dalla parte degli ultimi, lasciamolo parlare, invitiamolo a parlare.
Auguri a tutti per un anno migliore.

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