- La pace, la politica, la mediazione
- Alex Zanotelli: il mondo della pace sta a guardare
- Lidia Menapace: così si fa cadere il governo
- Enrico Peyretti: l’autocritica paziente della nonviolenza
- Lorenzo Scaramellini: non sono d’accordo
- A quando gli interventi nonviolenti?
- Renzo Craighero: una indignazione motivata
- Angelo Gandolfi: se questa è sinistra
- Gianni Alioti: perché sono d'accordo con Alex
A mio parere, sbagli semplicemente obiettivo e destinatari. Il tuo appello prescinde infatti dal contesto ed è una semplificazione sbagliata di cui (tu come altre persone/organizzazioni del Movimento) non potete non rendervi conto.
Il contesto qual è? È quello di un governo di coalizione, nato più che traballante e costante ostaggio di ogni singolo senatore. In una parola, a me pare che questo parlamento sia l’unico luogo in cui non si può fare politica, nel senso che non si possono assumere decisioni Politiche (con la P maiuscola), frutto di orientamenti ideali definiti e capaci di dare un’impronta politicamente definita al futuro. Si possono prendere solo decisioni politiche (con la p minuscola), amministrando l’esistente senza scontentare troppo nessuno, o comunque condizionate in modo decisivo da un timore/certezza: se questo governo (decisamente grigio, brutto, debolissimo) cade, torna la destra. E se torna, temo, non sarà per qualche mese, ma per molti anni perché il cittadino medio dirà: “Quelli, almeno, per 5 anni hanno governato, mentre questi non sono stati capaci neanche di andare d’accordo tra loro”. Mi sembra talmente evidente, tutto questo, che (davvero) non riesco a capire come se ne possa prescindere.
Detto questo, a me pare altrettanto evidente che i parlamentari della Sinistra Radicale (ma non solo) non si siano “bevuti il cervello” o “venduti alla lobby della guerra”: ma ti pare possibile che persone come Lidia Menapace, Tiziana Valpiana, Giovanni Russo Spena, Francesco Martone, Paolo Cento, Sabina Siniscalchi, Haidi Giuliani, Anna Donati, Silvana Pisa, Elettra Deiana, Pietro Folena, un ministro come Paolo Ferrero o la vice ministra Patrizia Sentinelli... siano d’accordo con l’aumento delle spese militari e con la politica militare (ma non solo) di questo governo? E ti sembra il caso, invece, di riconoscere capacità di rappresentanza del Movimento a due persone come Rossi e Turigliatto? Con tutto il rispetto per loro, credo proprio che il Movimento meriti qualcosa di più, no?
Secondo me, è mancato/manca ben altro. Come ho avuto occasione di dire a Lidia Menapace, nel corso di un recente incontro pubblico, proprio perché dentro questo governo e dentro questo Parlamento le ragioni della Pace e della nonviolenza non hanno alcuna possibilità di ascolto, andava/andrebbe creato un canale di comunicazione tra il Movimento e i parlamentari che si riconoscono nelle sue ragioni con due obiettivi ugualmente importanti:
1) evitare malintesi e aspettative fuori luogo, rispetto all’attività e alle decisioni parlamentari (blindatissime, per i motivi che dicevo e che mi sembrano ovvi);
2) elaborare insieme un percorso politico che, nell’immediato “FUORI DAL PARLAMENTO” e nella prossima legislatura - mi auguro - “ANCHE DENTRO AL PARLAMENTO”, consenta alle ragioni della Pace e della nonviolenza di ottenere lo spazio che meritano, traducendosi in precisi atti politici supportati da forti campagne di base, da promuovere sul territorio.
Un’alleanza, insomma, da ribadire e da rafforzare per costruire insieme quel futuro che tutti (Movimento e molti parlamentari, sicuramente!) vogliamo realizzare!
Lorenzo Scaramellini





