C’era una volta Haiti

A sei mesi dal terremoto

Niccolò Rinaldi

Haiti è una terra di nessuno, dove esistono 278 “università” private, dove il catasto, indispensabile per ragionare sulla proprietà dei terreni per la ricostruzione, era già un’esile catalogazione e ora è sepolto sotto le macerie. Idem per lo stato civile.

Port-au-Prince - Le coordinate geografiche più misere dell’intero emisfero occidentale corrispondono con Port-au-Prince, e per un’atroce combinazione astrale, proprio in quel punto ha colpito uno dei peggiori terremoti di sempre nelle Americhe.

Leggi tutto...
 
  • Gianni Caligaris

    Il caldo

    Quest’anno una serie di vicissitudini mi ha impedito la fuga dalla città all’arrivo del caldo, e ciò non è bene perché io col caldo sudo, divento irascibile, lavoro male. Vedete, le “m” hanno le ascelle sudate, le parole diventano tremule come per l’effetto della “fata Morgana”, i pensieri sono molli come l’asfalto sotto il sole di mezzogiorno. Voi mi direte che quasi tutti d’estate si sbafano il caldo in città, a parte qualche pausa.

    Leggi tutto...
  • XXI Secolo

    Guido Barbera

    “Ci sono coloro che lottano per un giorno e sono buoni, ci sono coloro che lottano per un anno e sono migliori, ci sono coloro che lottano per molti anni e sono ancora migliori, poi ci sono coloro che lottano per tutta la vita: e sono indispensabili” (Bertolt Brecht). La ragione che spinge i cittadini ad emanciparsi dal potere decisionale gerarchico, è data dalla convinzione che tutti gli esseri umani sono creati uguali, dotati di pari diritti inalienabili, tra cui la vita, la libertà di decidere, il conseguimento del bene e del benessere, il progresso democratico, sociale e scientifico, l’avere relazioni vicendevoli di collaborazione e solidarietà, non di sudditanza ed impotenza. Nell’ambito di tali diritti vengono elette dal popolo delle persone di governo per un tempo limitato, le quali nell’esercizio delle loro funzioni devono rispondere direttamente ed ogni volta che è richiesto dalle leggi o dai cittadini stessi, a coloro che le eleggono. Quando un governo non assolve agli impegni assunti e al suo mandato il popolo, che è e deve rimanere sovrano in qualunque Stato, ha il diritto di sostituirlo immediatamente. Ogni volta che un governo emette leggi non corrispondenti alla volontà del popolo, questo deve avere il diritto e la possibilità di abolirle o modificarle immediatmente. Ogni volta che nuove leggi necessarie non vengono votate dal parlamento, il popolo di sua iniziativa deve poterle proporre e farle approvvare immediatamente. La democrazia, oggi, richiede strumenti moderni, che permettano di cogliere il futuro; in grado di garantire a tutti i cittadini pari dignità e il diritto di decidere con effetti vincolanti, facendo risparmiare tempo, enormi costi organizzativi e burocratici. Oggi, i cittadini, non possono dipendere solo da rappresentanti, sia pure ben disposti. Un partito non è democratico solo se denuncia gli abusi dei potenti, ma lo è soprattutto nella misura in cui sa essere tra i cittadini; sa promuovere l’iniziativa popolare; sa ascoltarne la voce, le richieste, le domande. La democrazia, per realizzarsi completamente, richiede un grande coinvolgimento e una piena partecipazione della comunità internazionale, nonché di tutti gli attori pubblici e privati, mondo economico, società civile e singoli individui. Tutti i cittadini percepiscono che c’è qualcosa che non va nel nostro mondo. Lo sentono e lo vedono nel quotidiano. Sentono che i politici sono dei bugiardi, ma difficilmente si spingono verso la ricerca di una verità. Le persone sono continuamente minacciate e ricattate sul lavoro, non si fidano di nessuno, cresce l’apatia politica. Paure ed insicurezza vengono indotte sin dai tempi scolastici attraverso una diseducazione decisa dai governi, ed i docenti si limitano ad applicare i programmi calati dall’alto. «Nella realtà, i nostri diritti di apprendere sono già circoscritti», afferma il premio nobel Robert B. Laughlin. «Sappiamo bene che l’università e in generale tutto il sistema scolastico, in apparenza fatto per distribuire il sapere, è fatto per mantenere al potere un certa classe sociale e per escludere dagli strumenti del potere tutte le altri classi» afferma Michel Foucault. La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una società totalmente asservita, ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo. Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia. Noi però abbiamo scelto di lottare, fin dall’inizio, venticinque anni fa quando le prime tre associazioni hanno deciso di dare vita al Cipsi e poi a Solidarietà internazionale. E continueremo a farlo per il resto della nostra vita, pagando di persona e come associazioni, le rivincite del potere. Spesso le nostre parole e le nostre azioni sono state scomode ed i contributi ai nostri progetti spariscono all’improvviso senza motivazioni e spiegazioni valide. Ma non per questo ci scoraggiamo e taciamo. Solidarietà internazionale continua a parlare fino all’ultima risorsa disponibile. Le nostre battaglie per difendere l’acqua come diritto e bene comune, continueranno anche se vengono ritenute sprechi di denaro da parte delle istituzioni. Noi siamo convinti che: - la vita è il bene più grande che ci è stato donato. Il primo tra tutti i diritti. Un dono ed un diritto che dobbiamo difendere con ogni mezzo nel nostro cammino quotidiano, con le nostre scelte, con la nostra partecipazione ed il nostro impegno di persone e di cittadini; - il bene comune richiama ad una responsabilità personale e collettiva, come parte di quella rete di relazioni che costituisce la polis, la civitas, la communitas; - la libertà è il presupposto essenziale per una vera responsabilità. Chi non è libero non può neppure essere responsabile. Senza libertà non si può neppure parlare di comunità; - i Diritti umani ed i Beni Comuni, esigono la centralità di una vera e propria cultura della relazione; - il concetto e la pratica della responsabilità esigono la necessità di pensare e vivere i diritti nella loro dimensione di indivisibilità, universalità e di interconnessione; - il senso di appartenenza alla medesima famiglia umana sta alla base della responsabilità nei confronti dell’ambiente che richiede una seria e diffusa azione culturale ed educativa. Questi non possono essere solo nostri ideali. Questi sono la realtà del nostro essere, della nostra civiltà e della democrazia in cui crediamo.

    Leggi tutto...
  • La città conviviale

    Antonio Nanni

    Fino ad oggi si profila un 150esimo dell’Unità d’Italia dai toni bassi. Troppi politici, addirittura ministri in carica, fanno marameo, si defilano e sparano contro. Ma tante belle iniziative salgono dal basso, dai movimenti della società civile, a integrare quelle ufficiali del Comitato Italia per i 150 anni. Vogliamo segnalarne tre, con un evidente carattere multiculturale.

    Leggi tutto...
  • Le città del dialogo

    Michele Zanzucchi

    All’aeroporto l’impatto è di quelli che colpiscono, di modelli obsoleti, di compagnie quasi tutte sconosciute, quanto per cinque Hercules che stazionano sulla pista, tutti grigi, tutti dell’Us Air Force (in totale sono otto quelli qui di base, mi spiegheranno). Sullo sfondo ecco un altro bestione del cielo, un Antonov russo, colorato di bianco e d’azzurro, splendente. Anche questa è una guerra di immagini nell’infinita competizione tra russi e statunitensi.

    Leggi tutto...
  • Il tempo e i tempi

    Roberto Musacchio

    Sono 191 milioni i lavoratori migranti nel mondo. Il doppio di quanti ve ne fossero nel 1960. Alle loro condizioni, e alle condizioni dei lavoratori nei paesi più in difficoltà (ma tutti i paesi, anche nell’avanzata Europa, rischiano di essere sempre più difficili per i lavoratori) è dedicato un bel libro, “Glokers”, edizioni Ediesse, di Silvana Cappuccio, di recente pubblicazione.

    Leggi tutto...
ALT
  • 29.07.10
    (da www.acquabenecomune.org) - Da molti anni i movimenti internazionali richiedono il riconoscimento del diritto umano all'acqua. All'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata ufficialmente presentata da parte di almeno 23 co-patricinatori degli Stati membri e dal Governo della Bolivia una risoluzione intitolata "Il Diritto Umano all'Acqua e all'igiene". Mercoledì 28 luglio è stata approvata la suddetta risoluzione: 122 a favore; 41 astenuti; 0 contrari.
    Commenta (0 Commenti)
    Leggi tutto...
  • 26.07.10
    Dal 25 luglio anche la caraffa filtrante Jagua sostiene la Campagna “Libera l’Acqua” promossa da Solidarietà e Cooperazione CIPSI, coordinamento di 47 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale. Insieme alla borraccia Sigg, la caraffa filtrante si unisce all’impegno di Solidarietà e Cooperazione CIPSI per portare l’acqua a chi non ce l’ha, soprattutto alle popolazioni impoverite del Sud del mondo.
    Commenta (0 Commenti)
    Leggi tutto...
  • 23.07.10
    IN QUESTO NUMERO: Senza Firma, Se il buon giorno si vede dal mattino. La copertina: C'era una volta Haiti. Haiti è una terra di nessuno, dove esistono 278 “università” private, dove il catasto, indispensabile per ragionare sulla proprietà dei terreni per la ricostruzione, era già un’esile catalogazione e ora è sepolto sotto le macerie. Idem per lo stato civile. di N. Rinaldi
    Commenta (0 Commenti)
    Leggi tutto...
  • 19.07.10
    Questa mattina sono state consegnate presso la Corte di Cassazione 1.401.432 di firme, raccolte per ciascuno dei tre quesiti referendari sull’acqua pubblica. La raccolta firme per la ripubblicizzazione dell’acqua, partita tre mesi fa, il fine settimana del 24 e 25 aprile, ha visto impegnati su tutto il territorio italiano migliaia di volontari che hanno organizzato banchetti, manifestazioni, dibattiti sull’acqua bene comune dell’umanità.
    Commenta (0 Commenti)
    Leggi tutto...
  • 16.07.10
    (da Lettera 22) - Non è come il lodo Alfano, ma la lotta è la stessa: in Afghanistan i media decidono una campagna senza precedenti per ottenere accesso all'informazione per tutti. E decidono oggi con quali forme di lotta far pressione perché passi una legge elaborata dal basso (Emanuele Giordana da Kabul).
    Commenta (0 Commenti)
    Leggi tutto...
  • 12.07.10
    Si terrà dal 26 al 31 ottobre 2010 a Dakar, in Senegal, il seminario di studio e confronto sulla Campagna Noppaw (NObel Peace Prize for African Women) “Portano sulle spalle i pesi e le speranze dell’Africa”. I promotori della Campagna, Solidarietà e Cooperazione CIPSI (coordinamento di 47 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale) e ChiAma l’Africa, insieme a Chiama il Senegal, invitano a partecipare a questo importante momento di riflessione e dibattito sulla Campagna Noppaw, che propone di attribuire il Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane nel loro insieme. Commenta (0 Commenti)
    Leggi tutto...
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE
Sei in: Home page